A Winterthur, questa mattina, è stato compiuto un attentato terroristico di matrice islamica. Le autorità svizzere non si tirano indietro nel definire col suo nome l’attacco al coltello che ha portato al ferimenti diverse persone, per fortuna non in modo grave, ma solo perché durante l’azione l’arma si è spezzata. “Sottolineo in modo particolare il termine 'attacco terroristico'”, ha dichiarato Mario Fehr, responsabile della sicurezza di Zurigo, in una conferenza stampa, aggiungendo che “è chiaro dalla scena che il movente di questo atto va ricercato nell'ambito della radicalizzazione e dell'estremismo”. Nel 2015 è stato denunciato “per violazione del divieto relativo all’Isis”, perché “diffondeva propaganda dell'Isis” ma non è chiaro quali siano state le conseguenze.
L’attentatore, che è stato fermato dalla polizia, si chiama Nesip Dedler, ha 31 anni e il doppio passaporto, svizzero e turco. Le indagini sono ancora in corso ma l’uomo era già noto alle forze dell’ordine ed era soprattutto conosciuto per avere una lunga storia di contatti con membri dell’Isis. Una circostanza che fa il paio con l'urlo “Allah Akbar” mentre accoltellava i passanti ignari alle 8.30 del mattino. uno degli orari di massima affluenza alla stazione di Winterthur, città di pendolari principalmente, che tutti i giorni si spostano per recarsi a Zurigo a studiare e a lavorare. “Vogliamo che queste persone lascino il Paese!”, ha scandito con una certa enfasi Fehr durante la conferenza, sottolineando l’impegno della Svizzera nel contrastare eventi come questo.
Nel 2024 ha lasciato la Svizzera per trasferirsi in Turchia ma da quel momento le autorità svizzere hanno perso le sue tracce. È stato rintracciato il 25 maggio di quest’anno, pochi giorni fa, perché si è presentato alla polizia di Winterthur dove “rilasciava dichiarazioni confuse” ed è stato accompagnato “presso la Psichiatria Integrata di Winterthur (IPW)” da dove però è uscito il 26 maggio, è stato individuato e riportato in struttura ma in un referto del 27 maggio, ieri, un medico ha stabilito che non rappresentava un pericolo per gli altri e per sé stesso e così è stato libero di uscire. E stamattina è accaduto quanto è noto.
Non è ancora chiaro se Dedler fosse in una rete di terroristi, alla quale le forze dell’ordine ora dovranno risalire eventualmente, o se, invece, fosse un lupo solitario che si è radicalizzato e poi ha colpito in autonomia.
Il fenomeno dei lupi solitari è uno di quelli che preoccupa di più gli apparati della sicurezza in tutta Europa, perché sono singoli che si muovono in autonomia, che spesso lasciano poche tracce dietro di sé al netto dei contatti durante la radicalizzazione. Dedler è stato naturalizzato proprio a Winterthur nel 2009 e nel 2014, dopo 5 anni, ha richiesto il rinnovo del passaporto ma non si è mai presentato negli uffici federali per avviare le pratiche.