Siamo al puro delirio e Francesca Albanese non si smentisce mai, arrivando a dire durante la presentazione del suo libro che il 7 ottobre non è nato dall'odio contro gli ebrei ma dall'impunità di Israele: "Quando dicono che il 7 ottobre è stata una giornata violentissima, non c'è dubbio che siano stati commessi atti di terrorismo, ma il problema non è questo, ma cosa ha generato quella violenza, cosa l'ha prodotta, e non è vero che è stato l'odio nei confronti degli ebrei. È una balla, è un'altra narrazione facile per continuare a discriminare i palestinesi. Quell'attacco violento c'è stato nel momento in cui la Palestina era sparita dalle mappe. Ed è chiaro che non si giustifica la violenza, la violenza si condanna in tutte le sue forme, in tutti i suoi modi, però quella violenza è anche il prodotto dell'impunità che è stata garantita a Israele, che ha mantenuto per 70 anni un'occupazione illegale".
Per lei il problema non è il terrorismo, no. Non sono i tunnel costruiti da Hamas, non sono le violenza e gli stupri utilizzati come arma di guerra, i finti giornalisti che si scoprivano militanti dei tagliagola, non è la campagna mediatica ordita alla perfezione per far credere che già dall'8 ottobre ci fosse in atto un genocidio.
E oggi chiunque prova a discostarsi da quella narrazione viene considerato un reietto, una persona da isolare. Sostenere che la causa di un pogrom non sia solo ed esclusivamente la violenza dei terroristi è revisionismo storico. E sì, il problema è solo ed esclusivamente quello.