Dopo quattro secoli, anche Otello deve mettersi in riga con i tempi. Ossia con l’ossessione woke. Il guerriero moro di Shakespeare, protagonista di una delle tragedie più celebri della letteratura occidentale, diventerà una donna lesbica ed eco-guerriera in una nuova produzione della Royal Shakespeare Company.
Secondo quanto racconta il Sun, la rilettura sarà ambientata in un futuro cupo, segnato dalla minaccia del cambiamento climatico. Niente più soltanto Venezia, gelosia, inganno e tragedia: questa volta il classico shakespeariano verrà piegato al repertorio obbligatorio del teatro woke, tra razzismo, misoginia, identità sessuale e catastrofismo ambientale. Nel ruolo di Otello ci sarà Sharon D Clarke, attrice già vista in Holby City e in Doctor Who. Quel Doctor Who già finito negli ultimi anni al centro delle polemiche per trame giudicate troppo ideologiche e progressiste.
Nell’originale, Otello è il comandante africano che sposa in segreto Desdemona e viene poi manipolato da Iago fino alla rovina. Nella nuova versione, invece, Otello sarà una donna innamorata della giovane Desdemona, in una storia che la compagnia presenta come un matrimonio “non autorizzato” capace di attraversare confini di razza, sesso e status sociale.
Lo spettacolo andrà in scena allo Swan Theatre di Stratford-upon-Avon, la città natale del Bardo, da febbraio ad aprile del prossimo anno. Un altro tassello nella lunga marcia delle riscritture contemporanee: dopo i gender swap televisivi, le regine reinterpretate in chiave trans e i vecchi polizieschi rifatti al femminile, ora tocca anche a Shakespeare.
Il problema, naturalmente, non è che i classici vengano riletti.
È che ormai sembrano dover essere corretti, rieducati, arruolati. Non basta più mettere in scena Otello: bisogna trasformarlo in una lezione di attualità. Anche a costo di lasciare Shakespeare fuori dal teatro. E dal buonsenso.