Nonostante gli scandali legati a familiari e stretti collaboratori, Pedro Sánchez non ha alcuna intenzione di lasciare la Moncloa, né di anticipare le elezioni. Il presidente del governo spagnolo si è presentato davanti al Congresso e ha rilanciato: "La domanda non è se continueremo, ma come potremmo non continuare". Il messaggio è netto. Per Sánchez, quello che si è addensato intorno al suo esecutivo non è il segnale di una corruzione diffusa, ma una “grande nube nera” alimentata da indiscrezioni, fughe di notizie e informazioni false. Una strategia che, secondo il premier socialista, avrebbe l'obiettivo di convincere gli spagnoli che il malaffare sia ormai generalizzato. Ma l'opposizione è sul piede di guerra.
Il leader di Vox Santiago Abascal ha puntato il dito contro Sanchez, accusandolo di voler preparare una frode elettorale per rimanere attaccato al potere. "Sta cercando di manipolare le prossime elezioni, per alterare il risultato", il j'accuse di Abascal nel suo intervento al Congresso dei deputati. Il capo politico di Vox ha poi rimarcato la necessità di porre "tutto lo sforzo" per celebrare "elezioni libere e trasparenti e Sanchez lavora tutti i giorni per impedirlo".
La linea di Sánchez resta la stessa. “Non ho conosciuto né avrei tollerato nessuna di queste pratiche” di corruzione, quanto ribadito dal premier socialista tra le risate degli esponenti del Partito Popolare. Il premier si è poi soffermato su alcuni degli scandali registrati negli ultimi mesi. In primis il caso Koldo, che coinvolge l'ex ministro dei Trasporti ed ex segretario organizzativo del Psoe José Luis Ábalos. Il capo del governo ha affermato di "rispettare e accettare" la sentenza, ma ha anche chiesto che per le altre vicende giudiziarie non vengano emesse condanne anticipate. Bisogna, a suo avviso, rispettare la presunzione d'innocenza e attendere i tempi della magistratura.
Sanchez ha dunque negato che il Psoe abbia ricevuto finanziamenti irregolari e ha assicurato che il partito non considererà mai la corruzione come qualcosa di inevitabile. Quando sono emersi i fatti, ha tenuto a precisare, i socialisti avrebbero reagito rinnovando i vertici e promuovendo nuove misure contro il malaffare. "Noi condanniamo la corruzione senza sfumature", la sottolineatura di Sánchez. Per il presidente si tratta di fatti già avvenuti, mentre nei prossimi mesi gli spagnoli vedranno come il governo intende combatterli. Da qui la richiesta all'opposizione di sostenere i suoi piani anticorruzione anziché, a suo dire, diffondere sospetti.
Il capo dell'esecutivo è intervenuto anche sulla vicenda che riguarda l'ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero. Anche in questo caso ha invocato la presunzione d'innocenza, rinnovando pubblicamente la “sua piena fiducia” nell'ex leader socialista. Zapatero, ha sottolineato, è un uomo impegnato a favorire il dialogo tra i diversi popoli della Spagna e sarebbe proprio questo, secondo Sánchez, a “preoccupare” molti dei suoi avversari. Sanchez ha poi aggiunto che non vi sarebbe stata alcuna irregolarità nel salvataggio della compagnia aerea Plus Ultra. Il finanziamento è stato "perfettamente legittimo" e “chiunque voglia gettare un’ombra di dubbio deve provarlo con i fatti”.
Il passaggio politicamente più delicato e destinato a riaccendere il dibattito riguarda le inchieste che coinvolgono la moglie Begoña Gómez e il fratello David Sánchez. "Non è facile per me parlarne", ha ammesso il premier. Ma anche qui la difesa è totale. Le accuse, ha spiegato, seguirebbero uno schema preciso, ossia “notizie false diffuse da mezzi di informazione finanziati dal Partito popolare, ritagli di giornale utilizzati per avviare procedimenti giudiziari e inchieste destinate a trascinarsi per anni”. Sánchez ha accusato quei media, senza citarli direttamente, di “mancanza di integrità”, mentre per l’opposizione ha utilizzato il termine “indecenza”.
Sanchez ha ribadito di avere fiducia nella magistratura, alla quale chiede però di "essere giusta".
Subito dopo il nuovo affondo contro la destra, rea di “violare la separazione dei poteri”, di aver "crocifisso" il procuratore generale e di denunciare l'esistenza di apparati oscuri dopo avere creato, quando era al governo, una "polizia patriottica".Sanchez prova così a trasformare la difesa in un contrattacco. Le vicende giudiziarie restano sul tavolo e il clima al Congresso è tutt'altro che sereno. Ma dalla Moncloa non arriva alcun segnale di resa.