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Cronaca internazionale

“Se affonda Ceuta, affonda l’Europa”. Il monito del presidente dell’exclave. Arrestato un altro marocchino per stupro

La media è di quasi un’aggressione sessuale al giorno dal 31 luglio, giorno dell’invasione “possibile grazie alla partecipazione del Marocco”

Oggi a Ceuta hanno riaperto le scuole in un clima surreale dopo gli eventi di luglio. Le famiglie hanno paura, i bambini anche e sono state rafforzate le misure di sicurezza: durante l’intero mese di agosto, molti bimbi sono stati portati dai parenti nel continente per i rischi di sicurezza derivanti dalla presenza dei migranti per le strade. Altri sono rimasti a Ceuta ma non hanno più potuto godere della città in modo spensierato, soprattutto delle spiagge, perché occupate dai migranti. E questo è un dato di fatto per l’exclave spagnola in Marocco, che da oltre un mese fa i conti con un numero elevatissimo di violenze sessuali, una media di quasi una al giorno dal 31 luglio, senza contare quelle che non vengono segnalate.

Proprio nelle ultime ore, un giudice di Ceuta ha disposto il carcere preventivo per un migrante marocchino accusato di presunta aggressione sessuale ai danni di una ragazza di 16 anni nel quartiere di El Principe, uno di quelli che sta subendo ancora la pressione migratoria. Dopo la denuncia presentata dai genitori della minore, il marocchino è stato fermato domenica vicino alla frontiera mentre cercava di allontanarsi per sottrarsi all’arresto, secondo la ricostruzione della polizia. Non avrebbe ammesso l’aggressione e doveva essere espulso in Marocco, ma il giudice ha disposto la custodia cautelare per presunta aggressione sessuale. Secondo i dati ufficiali, gli stupri a Ceuta dal 31 luglio oscillano tra 25 e 35 e tra le vittime ci sono anche minori, come la 16enne.

Oggi, il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, ha tenuto conferenza stampa a Bruxelles al Parlamento europeo. Durante l’incontro non ha esitato a puntare il dito contro Rabat, sostenendo che l’evento di luglio “è stato possibile grazie alla partecipazione del Marocco o al consenso del Marocco”, che ha avuto un “comportamento scorretto e ha mancato di rispetto non solo alla Spagna ma all’Ue”. In queste settimane, “da Ceuta si è levato un grido. Un grido che si può riassumere in poche frasi: Ceuta non è in vendita, Ceuta non si arrenderà, Ceuta si difenderà”. Questo grido, ha aggiunto, “è ormai diventato una causa nazionale grazie all’azione di milioni e milioni di spagnoli, che affermano anch’essi che Ceuta non sarà venduta, che Ceuta non si arrenderà, che Ceuta si difenderà. Spero che diventi anche una causa per tutta l’Europa, perché se affonda Ceuta, affonda la Spagna, e affonda l’Europa”. Parole molto forti che, però, riassumono perfettamente che rischia l’Europa non intervenendo.

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