La Cina ha dato il via a una complessa esercitazione navale multilaterale insieme ad alcuni Paesi BRICS, dando vita a un’iniziativa che mescola cooperazione e deterrenza, e che invia chiari messaggi geopolitici. L'operazione, battezzata Will for Peace 2026, si svolge nelle acque del Sudafrica ed è guidata dalla Marina cinese con l'obiettivo dichiarato di rafforzare la sicurezza delle rotte commerciali e delle attività economiche marittime. Navi da guerra, unità logistiche e assetti di supporto stanno simulando scenari di protezione dei traffici, risposta a minacce asimmetriche e coordinamento operativo tra flotte molto diverse tra loro. Pechino ha presentato l'iniziativa come un'esercitazione difensiva e cooperativa, ma la sua portata e il contesto internazionale in cui avviene le conferiscono un significato più ampio. Soprattutto alla luce dell'espansione navale cinese oltre l’Asia orientale.
L'esercitazione militare cinese
Secondo quanto riportato da Newsweek, l'esercitazione coinvolge unità cinesi come il cacciatorpediniere CNS Tangshan e la nave di rifornimento CNS Taihu, già impiegate in missioni antipirateria nel Golfo di Aden, a dimostrazione della crescente proiezione globale della Marina di Pechino. Il Sudafrica ospita le manovre come partner chiave, mentre Iran e Russia partecipano con proprie navi, sebbene non tutti i Paesi BRICS Plus abbiano inviato assetti navali.
Ufficialmente, lo scopo delle manovre è quello di migliorare l'interoperabilità e scambiarsi “best practice” per la sicurezza marittima. Tuttavia, la coincidenza temporale con recenti sequestri statunitensi di petroliere legate al Venezuela e alla Russia rafforza l'idea che l'esercitazione abbia anche una valenza politica: mostrare che esiste un coordinamento alternativo ai tradizionali meccanismi di sicurezza guidati dagli Stati Uniti e dal G7.
"Il tema di questa esercitazione riflette l'impegno collettivo di tutte le marine partecipanti a salvaguardare le rotte commerciali marittime, migliorare le procedure operative condivise e approfondire la cooperazione a sostegno di iniziative pacifiche per la sicurezza marittima", ha fatto sapere il governo sudafricano.
Il messaggio geopolitico
Oltre all’aspetto tecnico-militare, Will for Peace 2026 rappresenta un segnale strategico. I BRICS, nati come forum economico del Sud globale, stanno progressivamente esplorando una dimensione di cooperazione in ambito sicurezza, soprattutto marittima. Per la Cina, che dispone della Marina più grande al mondo per numero di unità, l’esercitazione serve a legittimare la propria presenza negli oceani lontani e a rafforzare legami con partner chiave in Africa, Medio Oriente e Asia.
Le autorità cinesi e sudafricane insistono sul fatto che l'iniziativa non è rivolta contro “terze parti”, ma analisti internazionali sottolineano come queste manovre contribuiscano a ridefinire gli equilibri navali globali. Se l'esperimento avrà successo, non è escluso che Will for Peace diventi un appuntamento ricorrente, trasformando i BRICS in un attore sempre più visibile anche sul piano della sicurezza internazionale, non solo su quello economico.
"Come prima esercitazione del suo genere nell'ambito dei BRICS, questa esercitazione contribuirà a rafforzare la fiducia reciproca tra gli stati interessati, a rafforzare le partnership e a promuovere
attivamente la volontà collettiva di sostenere congiuntamente un ordine marittimo equo e ordinato e a costruire una comunità marittima con un futuro condiviso", ha scritto il quotidiano cinese Global Times.