Stupri, torture e mass media: la scia di omicidi degli strangolatori di Hillside

Kenneth Bianchi e Angelo Buono uccisero dodici donne tra l’ottobre 1977 e il febbraio 1978, tutte nella zona di Los Angeles: la loro storia verrà ripercorsa nella docu-serie “Gli strangolatori di Hillside”

Stupri, torture e mass media: la scia di omicidi degli strangolatori di Hillside

Quella composta da Kenneth Bianchi e Angelo Buono è stata una delle poche coppie di assassini seriali. Nella splendida cornice californiana, gli strangolatori di Hillside hanno assassinato dodici tra l’ottobre 1977 e il febbraio 1978, tutte tra i 15 e i 18 anni e tutte nella zona di Los Angeles. Un caso finito al centro del dibattito mediatico, con una caccia all’uomo che ha coinvolto migliaia di agenti in una vera e propria corsa contro il tempo. La storia dei due serial killer verrà nella docu-serie in quattro parti “Gli strangolatori di Hillside” (“The Hillside Strangler: Devil In Disguise”), in onda su Sky Crime (canale 116 di Sky, 113 su Sky Glass e in streaming su NOW) dal 4 aprile.

Kenneth Bianchi e Angelo Buono, cugini perversi

Un legame particolare quello tra Kenneth Bianchi e Angelo Buono, molto più che cugini. Nel gennaio del 1976 Bianchi lascia Rochester, New York, per trasferirsi a Los Angeles, in California, per vivere insieme all’amato parente, suo punto di riferimento. Un uomo virile, un maschio alfa, un esempio di vita. A corto di denaro, Bianchi si rivolge a Buono e i due iniziano un business con lo sfruttamento della prostituzione: i due costringono giovani ragazze a lavorare per loro, mettendo le mani su gran parte dei guadagni.

Una delle ragazze sfruttate dai futuri strangolatori di Hillside, Becky Spears, riesce a scappare da Los Angeles grazie all’aiuto di un avvocato. Poco tempo dopo, anche Sabra Hannan fugge via dalla morsa dei due delinquenti. Ma Bianchi e Buono non si scoraggiano e, fingendosi agenti di polizia, riescono a reclutare una nuova ragazza, ma non solo: acquistano da due prostitute, Deborah Noble e Yolanda Washington, una lista di clienti vip con l’obiettivo di ricattarli.

Nascono gli strangolatori di Hillside

17 ottobre 1977, la prima vittima dei cugini è proprio Yolanda Washington, rea di aver venduto una lista di clienti influente falsa. Una truffa mal digerita da Bianchi e Buono, che decidono di scatenare la loro rabbia sulla passeggiatrice. La donna viene strangolata, stuprata ripetutamente e torturata, il suo cadavere viene invece nascosto su una collina vicino all’autostrada di Ventura. Da qui, grazie ai media, nascerà il soprannome “strangolatori di Hillside”.

Uccidere Yolanda Washington è piaciuto molto ai due cugini, che decidono di tornare in azione due settimane dopo. Il 31 ottobre viene assassinata la prostituta senza fissa dimora Judy Miller: anche in questo caso viene strangolata, violentata e sodomizzata. Il suo cadavere viene ritrovato nel giardino di un’abitazione privata, ma la polizia certifica che l’omicidio è avvenuto in un altro luogo.

GLI STRANGOLATORI DI HILLSIDE

La terza vittima è Lissa Kastin, assassinata pochi giorni dopo Judy Miller. La ventunenne viene rapita all’uscita da un ristorante, strangolata e violentata ripetutamente da entrambi. Un altro omicidio brutale, l’ennesimo caso oscuro a Los Angeles nel giro di poche settimane. I media iniziano a interessarsi al caso e, considerando il modus operandi, parlano di un unico serial killer, lo strangolatore di Hillside.

La scia di delitti

Novembre è un mese particolarmente prolifico per i due cugini assassini: il 13 novembre uccidono la dodicenne Dolly Cepeda e la quattordicenne Sonja Johnson, il 20 novembre la ventenne Kristina Weckler, il 23 novembre la ventottenne Evelyn Jane King e il 29 novembre la diciottenne Lauren Rae Wegner. Con l’aumentare dei delitti, cresce l’efferatezza delle torture condotte. In uno dei tanti casi studiati dalle forze dell’ordine, viene registrata la presenza di liquido seminale con due diverse caratteristiche. Da qui la certezza: i killer sono almeno due. La conferma arriva da una testimone sul caso Wegner: la vittima è stata vista salire su un’auto con la forza da due uomini.

Il 14 dicembre gli strangolatori di Hillside tornano in azione, vittima è Kimberly Martin. La prostituta diciassettenne viene strangolata, stuprata e torturata. Poi, il 17 febbraio 1978, Bianchi e Buono rapiscono, strangolano e violentano la ventenne Cindy Lee Hudspeth. La giovane, studentessa e cameriera part-time, viene ritrovata nel bagagliaio di un’auto abbandonata in un dirupo nella Los Angeles National Forest.

L'arresto e le condanne

Quattro mesi dopo il primo delitto, gli omicidi cessano improvvisamente. Trascorre circa un anno e due ragazze vengono stuprate e uccise a Bellingham, Washington. La polizia sospetta immediatamente di Bianchi, trasferitosi da poco a Bellingham: entrambe le vittime, Karen Mandic e Diane Wilder, avevano appuntamento a casa sua per un colloquio come collaboratrici domestiche. Gli investigatori raccolgono diversi elementi di prova e mettono nel mirino anche il cugino quarantaquattrenne Buono, noto per lo sfruttamento della prostituzione e per il passato fatto di violente aggressioni.

GLI STRANGOLATORI DI HILLSIDE 3

I due cugini vengono arrestati e qui crolla il castello. Dopo aver tentato la carta della personalità multipla, Bianchi accetta di dichiararsi colpevole testimoniando contro Buono ed evitando la pena capitale. “Non avrei la minima riluttanza a imporre la pena di morte in questo caso se fosse in mio potere farlo. Ironia della sorte, sebbene questi due imputati abbiano utilizzato quasi ogni forma di esecuzione legalizzata contro le loro vittime, gli imputati sono sfuggiti a qualsiasi forma di pena capitale”, le parole del giudice Ronald M. George della Corte Suprema californiana alla lettura della sentenza del 1983.

Bianchi sta scontando l'ergastolo nel Washington State Penitentiary a Walla Walla, Washington, mentre Buono è morto in carcere a causa di un infarto il 21 settembre 2002, presso la Calipatria State Prison della California.

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