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Cronaca internazionale

Trump scarica l’ex nuora Kimberly Guilfoyle: l’ambasciatrice travolta dallo scandalo lascia Atene

L’ex promessa sposa di Donald Trump Jr. conferma le dimissioni dall’ambasciata americana in Grecia dopo le accuse di presunti favori politici

epa13300725 (FILE) - US Ambassador to Greece, Kimberly Guilfoyle, arrives at the Atlantic SEE LNG Trade event titled 'Vertical Corridor: The New Gateway to Energy Security for Europe' in Athens, Greece, 24 June 2026 (re-issued 13 October 2026). White House press secretary Zackaria on 13 October 2026 said the administration has asked the US ambassador to Greece Kimberly Guilfoyle to resign. EPA/GEORGE VITSARAS

Una saga per metà politica per l’altra familiare: Kimberly Guilfoyle lascia l’incarico di ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia, travolta da una serie di accuse che hanno finito per incrinare il rapporto con Donald Trump. Ex volto di Fox News ha confermato le dimissioni con un lungo messaggio pubblicato su X, respingendo categoricamente le contestazioni nei suoi confronti e ribadendo la propria fedeltà al trumpismo.

Guilfoyle è stata protagonista delle campagne elettorali repubblicane, soprattutto per quanto concerne le raccolte di fondi ma soprattutto, è l’ex fidanzata di Donald Trump Jr., il primogenito del presidente, un legame interrotto prima della sua nomina

“Le recenti accuse mosse contro di me sono false e intendo difendere con vigore il mio nome, la mia reputazione e la mia integrità”, ha dichiarato Guilfoyle. “La mia gratitudine e il mio rispetto per il presidente Trump e per il segretario Rubio rimangono incrollabili”, ha aggiunto, rivendicando i risultati del suo mandato.

A ufficializzare la richiesta di dimissioni è stata la neo portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia, durante il suo primo briefing con la stampa. L’amministrazione ha riconosciuto i meriti di Guilfoyle, augurandole il meglio per il futuro, senza entrare nel merito delle contestazioni. Appena ventiquattr’ore prima, tuttavia, Trump aveva lasciato intendere che la sua permanenza ad Atene fosse ormai appesa a un filo.

Al centro dello scandalo, un’inchiesta del Wall Street Journal, che l’8 ottobre scorso ha ricostruito i rapporti tra Guilfoyle ed Eric Deters, finanziatore repubblicano, sostenitore di Trump ed ex candidato al Congresso. Secondo le ricostruzioni, nel luglio 2025, pochi giorni prima di un’audizione al Senato per la conferma della sua nomina diplomatica, Guilfoyle avrebbe chiesto a Deters di saldare un conto American Express personale da 100mila dollari. La richiesta sarebbe stata accompagnata da messaggi su Signal e da indicazioni per effettuare il trasferimento senza che emergesse pubblicamente il collegamento con l’ambasciatrice. Deters avrebbe rifiutato il pagamento.

Ma il punto più delicato riguarda la possibile contropartita. Stando ai documenti e alle comunicazioni esaminati dalla stampa americana, Guilfoyle avrebbe prospettato la possibilità di utilizzare i propri contatti nell’amministrazione per aiutare il finanziatore ad affrontare alcuni guai con il fisco e con la giustizia.

Lo stesso Deters sostiene di averle versato complessivamente circa 300mila dollari nel corso degli anni per altre prestazioni professionali, senza ottenere i risultati sperati. Gli avvocati di Guilfoyle contestano l’autenticità dei messaggi e respingono le accuse di comportamenti illeciti.

Le rivelazioni non si limitano ai rapporti con Deters. Altre inchieste del Wall Street Journal hanno sollevato interrogativi sull’operato dell’ambasciatrice ad Atene, riferendo di presunti regali e servizi ricevuti impropriamente, viaggi su aerei privati messi a disposizione da facoltosi imprenditori greci e possibili interferenze a favore di interessi economici privati. Tra le contestazioni figura anche la presunta promozione degli interessi del gruppo greco Aktor durante attività diplomatiche ufficiali.

La difesa di Guilfoyle sostiene che l’ambasciatrice abbia rispettato le disposizioni del Dipartimento di Stato in materia di etica e regali e che abbia richiesto indicazioni alle autorità competenti. Anche l’ambasciata americana ad Atene ha precedentemente sostenuto la correttezza delle procedure seguite.

Insomma, quanto basta a scatenare l’ira di Trump e Rubio. Nel frattempo, l’Ufficio dell’ispettore generale del Dipartimento di Stato ha avviato un’indagine sulla condotta di Guilfoyle. Sul fronte politico, i democratici hanno chiesto approfondimenti. Gregory Meeks, principale esponente democratico della commissione Esteri della Camera, ha infatti sollecitato con urgenza una testimonianza sotto giuramento dell’ambasciatrice.

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