È stata l’edicola di piazza Mirabello a ospitare i tre giorni de Il Giornale. Nel cuore pulsante di Milano. La città che ha visto la nascita del quotidiano e che ora ne accompagna la trasformazione. La scelta non è stata casuale. È stato il direttore editoriale Vittorio Feltri che ha aperto le danze come primo ospite giovedì, a spiegarne il significato: «Giornalite acuta». Ma la tre giorni della testata ha dimostrato che le edicole possono essere anche luoghi di aggregazione e di ricordo. Si è partiti parlando di calcio, con Franco Ordine che insieme a Daniele Massaro e Pietro Mazzola hanno reso omaggio a Mazzola e Baresi, perché Milano è pur sempre la città di San Siro. Poi la sicurezza, tema nevralgico per il capoluogo in questo periodo, raccontata dal nuovo vicedirettore Lirio Abbate. Ma si è parlato anche di futuro e di diritti, nel dibattito che il direttore Tommaso Cerno ha avuto con il content creator Gianfredi. A Milano «Il Giornale c’è», ed è in mezzo alla gente.
Ieri sera, a conclusione della tre giorni, il caporedattore della cronaca di Milano Giannino della Frattina ha introdotto i primi ospiti. Un panel innovativo, moderato dal noto giornalista Roberto Alessi, che con la modella Elena Morali, l’imprenditore Mario Favoloso e l’attore Stefano Sala hanno parlato di vita e di opportunità. Non a caso il titolo del dibattito era «Milano Spia», perché è la città dove tutto sembra possibile ma anche difficile. Poi il monito finale di Alessi: «La carta del Giornale è sexy». Ma Milano è anche cibo. Ecco, quindi, il panel di Andrea Cuomo «Il gusto di Milano», con Alessandro Negrini di Aimo e Nadia e Tasso Culinario. «Questa è la città perfetta per iniziare a fare il content creator di food, ma è troppo veloce per raccontare una cosa che in un attimo è già sparita», ha sottolineato Tasso Culinario. Infatti, Cuomo ha ricordato che nel capoluogo un locale nuovo ha sei mesi di vita circa. Una città che sta cambiando anche per quanto riguarda la cucina. A farlo notare è Negrini: «Una volta si guardava molto alle periferie, ora non è più così».
Per tre giorni Il Giornale è ritornato sul «marciapiede». A contatto con i lettori e con le persone che passavano per piazza Mirabello. Ed è vero ciò che ha detto il direttore Cerno venerdì sera. Il compito del quotidiano è raccontare la realtà e come questa si modifica con il tempo, ciò che il quotidiano cerca di fare con la carta guardando sempre al futuro.
