Nel paese del “con la cultura non si mangia”, dopo la città mondo Napoli diventata friggitoria a cielo aperto, e dopo la celebre piazza di Marzamemi che non odora più di salsedine ma solo di olio fritto, anche la casa del commissario Montalbano - a Punta Secca, frazione marinara di Santa croce Camerina, a pochi km da Ragusa - diventa luogo dove mangiare. Ma come può essere venuta in mente un’idea del genere? Altro che restanza, Sud da cartolina.
Il maestro Andrea Camilleri forse lo aveva immaginato che la letteratura, lo scrivere poteva ridare vita ai luoghi per davvero. Qualche decennio fa, si veniva in pellegrinaggio a Punta Secca e si vedevano i pellegrini di Montalbano con i libri seduti intorno alla casa a a leggere. Non ci sono più. Da una parte la torre bar gelateria caffetteria e dall’altra la pizzeria che non si sa se aprirà.
Già, le voci del paesino icona della serie TV conosce retroscena e dubbi: “vedi viene da Napoli e ha il sangue amaro per quello che stanno facendo alla casa del commissario”.
E mentre compro una tazza di quelle terribili, ma bellissime perché c’è la foto della casa, originale, penso che non si potrà mai più fotografare la memoria di una malinconia che ha accompagnato moltissimi di noi. C’è da ridisegnare le tappe delle orme di Montalbano.
Chi le difende con coraggio, chi le dimentica, chi incassa e chi domanda: “ma chi spende 25 euro di pizza, ma quale gourmand, uno in estate mangia grasso e semplice”. E un’altra voce dall’osteria di mare che non cede di un millimetro alla modernità aggiunge: “ma come si può ostacolare con una pedana l’ingresso al mare?”.
Altre voci si aggiungono mentre arancine per i lavoratori che scaricano pacchi, vengono regalate. Camilleri resiste e vive al Loggiato del Sinatra: “dovremmo chiederlo ai nostri politici perché Ispica è fuori dal giro del turismo”.
E qui un parrucchiere in pensione è custode del cuore e della cultura della Sicilia sud orientale. Qui non ci sono folle ma caldo e silenzio. E gli anziani che salutano e i negozi che lavorano piano.
La casa di Montalbano non c’è più, quella che ha fatto mangiare il pane a tutti, la vogliono cancellare. E rimane questa amarezza che non è più malinconia. Il cuore della Sicilia è nella cortesia di un commesso di un supermercato che ti pulisce i fichi d’india, anche se bastava dire che li vendono con la buccia e basta.
Cosa hanno fatto al cuore di Camilleri? Una cancellazione, anzi un impasto mal riuscito. Invece di celebrare colui che gli ha fatto ripartire il mercato immobiliare, si mangiano il demanio marittimo. E allora non ci rimane che rivolgersi a Guido Piovene che lo aveva capito tempo fa: “In nessun altro paese come da noi tutto il campo sembra occupato dagli attivisti d’ogni specie; in nessun altro, quasi per un tacito accordo di affaristi e sociologhi, è così radicata la convinzione che contino solo i problemi di denaro e di cibo”.
E Puntasecca è una ferita viva di tutto questo nostro essere Italia.
