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Paura a Roma

Botte a caso in strada. Ma il tunisino terrore dei passanti resta libero

A Roma altri attacchi gratuiti ai danni di donne e bambini: nonostante i precedenti e una denuncia, l’aggressore continua a muoversi per le vie del quartiere. Residenti in allarme e politica in campo

Botte a caso in strada. Ma il tunisino terrore dei passanti resta libero

Una mamma di 44 anni, che stava pedalando nel cuore del quartiere romano di San Lorenzo con il figlio di 10 anni, è stata colpita senza alcuna provocazione da un pugno in pieno volto. Le immagini dell’aggressione — riprese da una telecamera di sorveglianza e diffuse sui social — mostrano un uomo incappucciato che sbuca all’improvviso e assale la donna, facendola cadere insieme al bambino. La vittima ha riportato fratture al setto nasale e all’orbita oculare e dovrà essere sottoposta a un intervento chirurgico.

Secondo quanto riferito dai media, si tratta dell’ultimo episodio di una serie di aggressioni compiute negli ultimi giorni ai danni di passanti scelti apparentemente a caso. Altre donne, una ragazzina e perfino operatori ecologici sarebbero stati colpiti dallo stesso uomo in varie zone della zona.

L’uomo è già noto alle forze dell’ordine… e torna libero

L’aggressore, un cittadino tunisino di 22 anni senza fissa dimora, è stato identificato dalle forze dell’ordine, che lo avevano fermato e accompagnato al Policlinico Umberto I anche per un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) a causa dei suoi evidenti problemi psichiatrici.

Tuttavia — come ricostruisce Il Messaggero — nonostante il fermo, il giovane è già tornato in strada dopo pochi giorni perché, per le norme vigenti e le sue condizioni mentali, non è stato possibile procedere a un arresto duraturo o a una misura, come il carcere o un centro di trattamento a lungo termine.

Nei precedenti di polizia, riportati dallo stesso quotidiano, compaiono anche danneggiamenti, minacce, furti e resistenza a pubblico ufficiale. Testimonianze raccolte a San Lorenzo parlano di schiaffi a una 29enne e di un ceffone a una dodicenne che andava a scuola, tutti atti apparentemente privi di un movente specifico.

Paura diffusa nel quartiere

Il clima a San Lorenzo è di tensione crescente. Con video e foto circolanti nei gruppi social, residenti e commercianti raccontano che l’uomo era già noto nella zona per comportamenti aggressivi e vandalismi. Molti denunciano che, nonostante le segnalazioni, resta libero di muoversi e agire.

“Dopo tutto questo è già di nuovo libero”, commentano sui social alcuni cittadini, evidenziando come l’episodio - sebbene grave - faccia parte di una serie di fatti violenti segnalati in pochi giorni.

Reazione delle istituzioni e allarme politico

La vicenda ha superato i confini della cronaca di quartiere: rappresentanti politici locali e regionali hanno espresso forte preoccupazione. Esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia hanno sottolineato l’allarme sociale, accusando le istituzioni di non aver adottato misure efficaci per evitare che un soggetto ritenuto pericoloso torni rapidamente in strada dopo aggressioni multiple.

I residenti invocano un rafforzamento dei controlli, presidi più stabili delle forze dell’ordine e un intervento efficace sui casi di disagio psichico e marginalità sociale. La richiesta è di strumenti più incisivi per la prevenzione, prima che simili episodi degenerino ulteriormente e si diffonda un sentimento di insicurezza generalizzata.

Il nodo delle norme e della gestione dei casi psichiatrici

La vicenda mette in evidenza un problema più ampio: la difficoltà di conciliare la tutela della sicurezza pubblica con le norme che regolano l’intervento sanitario e giudiziario nei confronti di persone con disturbi mentali. Nel caso del 22enne di San Lorenzo, la legge ha finora impedito misure restrittive più lunghe, anche se a più riprese è stato portato in ospedale e sottoposto a TSO.

Questa situazione sta alimentando un dibattito anche tra operatori e politici, che chiamano in causa strumenti giuridici, sociali e sanitari per garantire protezione alle persone vulnerabili e al tempo stesso tutelare la collettività.

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