Carini, confermato l'ergastolo per Marco Ricci: uccise l'ex moglie

L'omicidio avvenne nel 2019, nel negozio di scarpe in cui lavorava l'ex moglie. L'uomo prima le tagliò la gola e poi la sfregiò con l'acido

Carini, confermato l'ergastolo per Marco Ricci: uccise l'ex moglie
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I punti chiave

Confermato l’ergastolo per Marco Ricci, l’uomo che nel giugno del 2019 uccise l’ex moglie, Anna Maria Scavo, davanti al figlio allora 14enne. Questo quanto confermato dalla Cassazione per l’omicidio avvenuto a Carini, in provincia di Palermo, il 15 giugno di quattro anni fa.

L’omicidio

La donna 37enne fu uccisa mentre era a lavoro, in un negozio di scarpe, in corso Italia, a Carini (provincia di Palermo). L’uomo la colpì a morte con un taglierino alla giugulare. Fu proprio Ricci a chiamare le forze dell’ordine. Tuttavia, l’assassino si fece trovare barricato dentro il negozio. L’uomo non è accusato soltanto di omicidio volontario, ma anche di averlo premeditato; dopo aver ferito a morte l’ex moglie, tagliandole la gola, Ricci le sfregiò il volto con l’acido, che aveva portato con sé all’interno di una siringa.

La difesa

Ricci e la vittima si erano separati nel 2018, ma da quel momento i rapporti erano sempre rimasti molto tesi: una serie di denunce reciproche in cui lei lo accusava di lesioni e lui di violazione degli obblighi di assistenza famigliare, fino al quel 15 giugno, rivelatosi fatale per Anna Maria Scavo. L’uomo, dal canto suo, parlò di un tragico incidente e provò a dare la propria versione dei fatti. A detta sua, l’ex moglie provò a difendersi dall’aggressione del marito, tenendo in mano il taglierino (l’arma del delitto). Così, secondo Ricci, una volta strappatole di mano per salvaguarda il figlio che si trovava in negozio, la ferì accidentalmente.

Tuttavia, si tratta di una ricostruzione che non ha retto per nulla i tre gradi di giudizio. Le indagini condotte dai carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dai sostituti Maria Rosaria Perricone e Giulia Beux, hanno, infatti, descritto un'altra scena. In primo grado i giudici hanno condannato Marco Ricci all'ergastolo riconoscendo come aggravanti la premeditazione e la presenza del figlio minorenne. La decisione venne, poi, confermata anche in appello.

Adesso, la Cassazione ha convalidato la sentenza: l’imputato, oltre ad essere condannato all’ergastolo, dovrà anche risarcire i genitori e il fratello della vittima, parte civile al processo con l'assistenza dell'avvocato Giulio Bonanno.

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