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Dai fiori al brunch: 30 indirizzi nascosti

"Intinerari milanesi" a piedi o in bici: piccole, innovative attività gestite da under 40

Dai fiori al brunch: 30 indirizzi nascosti
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C'è lo storico chiosco di frutta e verdura, attivo dal 1919 (Verzeratt, via Osti 2) che, alla quinta generazione, ha deciso di ampliare l'offerta con aperitivi e merende a base ovviamente di frutta fresca, trasformando uno spazio di quartiere in un luogo di incontro. C'è lo spazio (Noï in via Pontida 2) che unisce il reformer pilates alla cultura contemporanea del tè in un'esperienza pensata per rallentare i ritmi della vita milanese. C'è l'antica macelleria di quartiere, aperta dal 1949 che si reinventa (Macelleria Pellegrini, via Spallanzani 6), il negozio di scarpe che resiste all'e-commerce (Carozza calzature, via Canonica 59), ma c'è anche l'esatto contrario, come Frab's (via Sirtori 11) nato come piattaforma on line di magazine indipendenti difficili da trovare in Italia e ora diventato spazio fisico, punto di incontro internazionale per editori, artisti e comunità creative. E ancora c'è il tempio del brunch dove ordinare le uova, ad esempio, dalle 8 del mattino alle 16 (Rito via Achille Maiocchi 16) oppure il negozio di vinili (Serendeepity, corso di Porta Ticinese, 10) uno degli ultimi lughi dove le persone entrano senza sapere se e cosa compreranno...

Sono solo alcuni dei preziosi indirizzi degli «Itinerari Milanesi: 30 attività che stanno ridisegnando la città», una nuova (davvero imperdibile) guida realizzata da American Express in collaborazione col Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza. È una guida ma anche una mappa con percorsi da fare in bici e a piedi, suddivisi anche in momenti diversi della giornata - Al risveglio, In passeggiata, A fine giornata - con trenta attività gestite da esercenti con meno di 42 anni. Giovani per i giovani. Il perchè lo spiega una nuova ricerca Ipsos Doxa, commissionata per l'occasione da America Express, tra i consumatori di età compresa tra i 18 e i 34 anni: il 46% afferma di aver aumentato gli acquisti nei negozi di quartiere nell'ultimo anno. La guida è gratuita, digitale, sia in italiano che in inglese ed è pensata per chi Milano la abita e cerca qualcosa di nuovo, di più autentico, ma anche per i turisti che vogliono scoprire un altro volto della metropoli.

E allora eccola qui la Milano lontana dalle vie del lusso, dai brand di moda, dai locali stellati, dalle case a prezzi esclusivi. Questa è l'altra città, quella che continua a fare quello che ha sempre fatto meglio: assorbire persone dai luoghi lontani, linguaggi diversi e trasformarli in qualcosa che «solo a Milano puoi trovare».

Luoghi pensati da giovani imprenditori che tornano dall'estero dopo 12 anni e aprono uno speciality coffe shop che hanno scoperto a Londra o Los Angeles (Loste Café via Pirelli 35) che serve colazione, brunch e pranzo. C'è chi è partito realizzando per gioco una collanina e ora si trova a gestire una produzione che guarda già parecchio lontano (Collanine Colorate, via Mameli). O chi ha deciso, ben prima che spopolasse, di importare il matcha biologico LILU dal Giappone, (PAN Bakery and Kitchen), chi aveva intuito che in città mancava ancora un luogo capace di trasformare l'allenamento in un'esperienza collettiva, emotiva e immersiva ed ha aperto più che una palestra, uno spazio costruito attorno all'energia condivisa tra musica, luci, architettura e selezione degli istruttori che diventano parte di un'esperienza pensata per spingere le persone oltre il semplice allenamento fisico (Gyru Cycling Studio, via mazzini 24).

Il filo che li lega tutti, dall'Erboristeria Campo dei Fiori (viale Premuda 24) allo spazio di Coworking che non vuol essere solo una scrivania in affitto (WAO We Are Open, Porro Lambertenghi 7) al negozio di abiti vintage (Urzí vintage selection, in via Ciovasso, 6) dove la selezione dei capi non è causale ma vengono valutati «condizioni, vestibilità e odiernità», è uno, anzi due: rallentare e creare comunità. E quale sia il valore di questi piccoli angoli che tengono viva la Milano più vera lo ha evidenziato lo stesso Marco Barbieri, Segretario Generale di Confcommercio Milano, alla presentazione della guida: «Le attività di prossimità rappresentano molto più di un presidio economico. Sono luoghi di socialità, di sicurezza e di identità per i quartieri. La loro forza sta nella capacità di custodire una storia e, allo stesso tempo, di innovare.

La tecnologia, il digitale e la multicanalità diventano strumenti per rafforzare il legame con il territorio e per continuare a offrire valore alle comunità. Per questo sostenere il commercio locale significa sostenere il futuro delle nostre città».

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