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Cronaca locale

Gli studenti protestano tra slogan e vandalismi e occupano l’ex obitorio

Sfilano in centro contro il tetto agli alunni stranieri, poi l’irruzione negli spazi di via Sforza destinati alla Statale dopo averne distrutto il cantiere

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

C’è una coerenza quasi letteraria in certe mattine. Ti alzi per protestare contro le scuole che cadono a pezzi e, per essere sicuro che il messaggio arrivi, le fai cadere a pezzi tu. A Rozzano è andata più o meno così. Al liceo Calvino gli studenti occupavano per denunciare lo stato dell’edificio e chiedere ambienti più sicuri e decorosi. Intanto un gruppetto incappucciato, vestito di scuro, sistemava la questione a modo suo, e un video lo mostra mentre devasta l’auditorium.Bagni, distributori e soffitti danneggiati. Va detto, e lo diciamo: sono stati i rappresentanti degli studenti a mostrare le foto alle forze dell’ordine, per tracciare una linea netta tra loro e i vandali. La dirigenza racconta che una parte dei ragazzi voleva andare al corteo di Milano e che, durante l’assemblea, «qualcuno è entrato». Qualcuno: da anni il soggetto più attivo della scuola italiana. Il sindaco Gianni Ferretti parla di «gesti inaccettabili». Copione simile nella sede di Noverasco, a Opera, dove i danni sono stati contenuti solo perché gli ingressi sono stati chiusi in fretta.A Saronno la creatività è di tipo ferramenta. Nella notte tra giovedì e venerdì qualcuno ha sigillato i cancelli del liceo scientifico Grassi con grosse catene e lucchetti, e ci sono voluti i vigili del fuoco, armati di attrezzi da taglio, per restituire la scuola a chi ci voleva entrare. Poi il corteo, i cori contro Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara e lo slogan «La scuola è nostra e non vostra». Infatti la chiudono a chiave.A Milano i numeri ballano come sempre: oltre 3mila secondo le cronache, 5mila per chi sfilava. Il titolo era «Nessuno è straniero», contro la riforma scolastica del governo, il caro affitti e il riarmo. Partenza alle 9.30 da largo Cairoli, poi piazza della Scala e Porta Romana. In via Cusani alcuni ragazzi a volto coperto decorano con lo spray la pensilina del tram. Negli striscioni Meloni, Valditara e Crosetto (ma anche Schlein) appesi a testa in giù e sporchi di mani insanguinate. Davanti alla Prefettura è stato dato alle fiamme un cartellone contro il decreto 170.Il gran finale in largo Dario Fo. Grate abbattute, recinzioni del cantiere spostate, i cartelli del progetto strappati, un new jersey di cemento ribaltato e qualche incappucciato con il piede di porco sulle inferriate.Obiettivo: l’ex obitorio di via Francesco Sforza 38, che il Comune ha concesso alla Statale per cinquant’anni e che, con 6,2 milioni, diventerà un polo didattico con aule e servizi per gli studenti. I collettivi temono lo studentato di lusso da 800 euro a posto letto e così occupano il cantiere che sta costruendo aule. Fumo giallo, «la nostra nuova scuola», concerto in serata e sgombero promesso per oggi.Nel resto della Lombardia non va meglio. A Legnano, su circa 250 manifestanti, ci sono stati fumogeni, un estintore svuotato, cartelli stradali divelti e uno bruciato, tra ragazzi vestiti da Spiderman e da dinosauro.

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