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Cronaca locale

Il Giornale in edicola a Milano c'è e parla di sicurezza e informazione

Si concludono oggi i tre giorni in piazza Mirabello. Sono attesi il giornalista Alessi, la modella Morali, l’imprenditore. Favoloso e gli esperti di cucina che raccontano la città a tavola tra “stelle” e trattorie

Cerno Abbate evento

«Il Giornale a Milano c’è». I tre giorni in piazza Mirabello che finiranno questa sera ne sono la testiandrea imonianza. Lo ha detto ieri, all’apertura della seconda giornata, anche il caporedattore centrale del Giornale Andrea Indini: «Oggi torniamo e scegliamo di essere qui. L’edicola è un luogo fisico, le persone ci trovano con le nostre firme e oggi ci siamo in presenza». È un modo per raccontare la città, perché la testata è nata «a Milano e continueremo a esserci» aggiunge. Ieri davanti all’edicola c’era il nuovo vicedirettore del quotidiano, Lirio Abbate. Una carriera dedicata alle inchieste sulla criminalità organizzata, la politica e la corruzione. Arriva in una Milano che non si dimentica del ruolo che ha avuto, e che ancora ha, Il Giornale. E contribuisce a raccontarlo, con un tema che tocca più che mai il capoluogo lombardo: i confini della sicurezza, a tenere la regia c’è Maria Sorbi. Il vicedirettore fa iniziare il suo intervento dall’intitolazione del giardino di piazza Mirabello, a Mariangela Melato, l’attrice italiana celebre per avere partecipato anche a «Todo modo». La descrive come il «una donna che raccontava la società». Abbate lo spiega, ora a Milano la criminalità diffusa è molto più presente che a Napoli. Il motivo? «Lì hanno capito che quella criminalità va a inficiare l’economia turistica, a Milano no». Ed è qui che si afferma il ruolo del Giornale, nella capacità di raccontare la realtà. Quindi, spiega, «la testata deve essere lo specchio di ciò che vede e sente il cittadino».

Subito dopo, a fare gli onori di casa pensa il direttore Tommaso Cerno. Con lui Gianfredi, noto creator digitale che spopola sul web anche grazie al motto «Lavoro per il giornalismo». Perché Il Giornale non è più solo carta, ma è un quotidiano capace di rinnovarsi e di anticipare i cambiamenti. La conversazione è ironica, spigliata. Ma il direttore rimarca ciò che pensa «l’edicola è come la chiesa. Anche questo luogo ha qualcosa di classico e qualcosa di moderno». Un dibattito che spazia, tenendo a mente l’obiettivo: «Siamo in un Paese dove dire quello che si pensa è un aspetto raro. Questo ci porta a continuare a fare il Giornale così», spiega il direttore. I partecipanti sono divertiti dallo scambio tra Cerno e Gianfredi. Una ventata di freschezza anche perché, sottolinea il direttore che non si sottrae alle battute, «quelli che ci criticano lo fanno perché sanno che portiamo dei valori che credevano estinti». Questa sera sono attesi il giornalista Roberto Alessi, la modella Elena Morali, l’imprenditore Mario Favoloso e l’attore Stefano Sala al panel «Milano spia». E ancora: il giornalista Andrea Cuomo, Alessandro Negrini di Aimo e Nadia con il content creator Tasso Culinario. Per concludere i tre giorni di una testata che è stata in grado di guardare al futuro senza dimenticarsi delle proprie origini.