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Cronaca locale

Malpensa e Linate, il venerdì nero tra guasti e sciopero

Non va la rete dati Enav, capacità dimezzata dall’alba: ritardi fino a 3 ore e cancellazioni

Passeggeri in attesa all'aeroporto di Fiumicino per i ritardi e cancellazioni di voli causati da un guasto al traffico aereo, Fiumicino, 16 ottobre 2026. ANSA/TELENEWS

Alle sei del mattino di ieri, quando i più mattinieri trascinavano il trolley verso i gate, l’Enav aveva già tirato il freno a mano. Nella notte tra giovedì e venerdì l’Ente nazionale di assistenza al volo aveva infatti riscontrato «anomalie» nei sistemi che permettono di controllare i voli, quindi dall’alba ha ridotto il numero di aerei in volo contemporaneamente nello spazio aereo italiano. Anomalie: parola che in aeroporto rassicura quanto «turbolenza». La capacità di gestione del traffico è scesa del 50 per cento. Non un attacco hacker, si è affrettato a precisare l’ente. Il che, per chi è in coda al gate, non consola.

Il conto, in Lombardia, è presto fatto. A Malpensa partenze in ritardo da mezz’ora a oltre due ore; a Linate da venti minuti a un’ora gli arrivi, oltre l’ora le partenze. Poco dopo le 11, nello scalo della brughiera, i voli cancellati erano già 80 e il Terminal 1 si riempiva come una sala d’attesa ad agosto.

Ma un venerdì nero, per

essere davvero nero, ha bisogno di uno strato ulteriore. Ed eccolo: lo sciopero di 24 ore del personale navigante «easyJet», da mezzanotte a mezzanotte, proclamato da Usb Lavoro Privato per il riconoscimento del sindacato, il rinnovo del contratto aziendale e gli adeguamenti salariali. E a Malpensa «easyJet» non è un’ospite: il Terminal 2 è la sua principale base italiana. Sul tabellone risultavano cancellati il volo per Lampedusa delle 11.10, quello per Catania delle 11.20 e i collegamenti per Nantes. Chi aveva prenotato nelle fasce garantite, dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21, è partito. Gli altri hanno imparato la differenza tra un ritardo e un’odissea. Magra consolazione: per i voli «easyJet» toccati dallo sciopero valgono i diritti ordinari, compresa la compensazione fino a 600 euro con almeno 3 ore di ritardo all’arrivo.

Poi, l’unica a decollare in orario è stata la polemica politica. Le opposizioni hanno chiesto il ministro in Aula già a metà mattina. Matteo Salvini ha risposto che il problema «non è

Salvini», ma del blocco della rete di trasmissione dati di Enav gestita da Tim, ai cui tecnici ha chiesto di fare il massimo per tornare alla normalità. Un copione non nuovo: nel giugno 2025, dopo il blackout dei radar del Nord, Enav attribuì il guasto alla connettività di Tim, che respinse le accuse dichiarandosi estranea ai fatti. Intanto ieri Enav spiegava di lavorare con i fornitori esterni, a partire da Tim che si occupa della manutenzione della rete dati, e che grazie alla rete alternativa veniva comunque garantito il 75 per cento dei voli. Nel pomeriggio, il comunicato liberatorio. Problemi risolti. Durante l’intera anomalia, assicura l’ente, la continuità del controllo è stata garantita dai sistemi alternativi, mantenendo «inalterati i massimi standard di sicurezza». Che è poi l’unica cosa che conta davvero.

PaFu

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