Forza Italia sponsorizza la candidatura del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, due sere fa c’è stata la «benedizione» dei due ex sindaci Letizia Moratti e Gabriele Albertini alla kermesse in via Mecenate e la garanzia del coordinatore regionale Alessandro Sorte che sarebbe un nome «più attrattivo di Silvia Sardone», proposta dal Carroccio. Il segretario del Carroccio Matteo Salvini, ieri in via Rizzoli a fianco della sua vice, respinge e lancia la sfida: «Per me è più attrattiva Sardone, sarebbe il miglior sindaco di Milano. Se non si decide al tavolo dei leader, e ci può stare, diamo la parola ai milanesi. Se non c’è un soluzione entro ottobre, facciamo le primarie il secondo weekend di novembre, ascoltiamo i cittadini in tutti i quartieri. La sinistra si sta scannando e le farà a febbraio, noi siamo più bravi e più veloci. Ciascuno nei quartieri con le proprie proposte, Perego, Sardone e Maurizio Lupi», il leader di Noi Moderati che è il terzo nome sul tavolo. «Più democratico di così è difficile» sostiene. Sardone è «convinta di vincerle». E questa volta Sorte alza il tiro e mette in fibrillazione il centrodestra. «Se non si dovesse trovare la quadra - ha dichiarato dopo le parole di Salvini - e la Lega volesse andare da sola si andrebbe un po’ a rifare il Polo della Libertà come ai tempi della prima giunta Albertini, il Pdl vinse anche senza la Lega. Non tifo per questo ma in via del tutto eccezionale, solo a Milano, non lo troverei così drammatico». Sostiene che la coalizione oggi «ha bisogno di intercettare un elettorato deluso da Sala che normalmente vota Pd o terzo polo, con scelte molto identitarie è complicato. FdI sarebbe d’accordo? É tutto nella mia risposta». Ha ricordato che nella prima giunta Albertini c’era An e Fi. Ma dal «colonnello» FdI Ignazio La Russa arriva a stretto giro un invito alla calma e all’unità: «Come al solito il centrodestra troverà la sintesi, con o senza primarie, guai a fare muro contro muro. Se un alleato importante della coalizione come la Lega le chiede, non dico che bisogna farle ma non si può dire nemmeno allora se ne va da solo, è sbagliato». Meno tranchant Moratti. Condivide la posizione di Sorte contro le primarie, «se il centrodestra decide di adottarle come strumento deve essere una scelta politica e un metodo condiviso, non una soluzione valida solo per Milano quando non si raggiunge un accordo. Le regole non si possono cambiare da città a città» premette. Ma assicura che il centrodestra «ha tutte le condizioni per presentarsi unito e competitivo. Lavoriamo sul progetto e sui contenuti. É da lì che deve nascere anche la scelta del candidato, che Fi ha individuato in Perego».
Anche Lupi chiude alle primarie. «Ci siamo dati fine ottobre per la scelta e faremo la sintesi a Roma. L’importante è non avere già uno che si pensi già Papa quando è ancora cardinale» la battuta su Perego. E il segretario regionale di Nm Alessandro Colucci critica Sorte: «Fi dà Milano per persa Milano e per noi non è accettabile. In più rompe quello che Berlusconi ha costruito trent’anni fa ed è ancora è il più grande valore della coalizione: l’unità del centrodestra. Respingiamo le provocazioni». Al segretario provinciale della Lega Samuele Piscina «dispiace sinceramente leggere le dichiarazioni dell’amico Sorte su possibili corse in solitaria o rievocazioni del passato che rischiano solo di fare il gioco della sinistra. Per la Lega l’unità del centrodestra non è negoziabile».
