Una «situazione drammatica» nella quale si potrebbe non riuscire a garantire i «servizi essenziali della giustizia», con impatti possibili «anche sui reati da codice rosso». È all’allarme lanciato ieri mattina dal presidente del tribunale Fabio Roia sulla carenza di organico. A fronte dei 94 nuovi ingressi che sarebbero dovuti avvenire entro settembre, «si sono presentati in 5». Un dato che «pone il problema di una città cara: molti rinunciano per i costi da sostenere». Anche perchè gli stipendi variano tra i 1.500 e i 1.600 per un assistente giudiziario.
Che Milano stia diventando sempre più cara e quindi non più a misura di classe media è un problema noto che i lavoratori stanno vivendo sulla propria pelle. A certificarlo il Codacons, che come ogni anno pubblica l’indagine sui listini al dettaglio in vigore nelle principali città realizzata sulla base dei dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit aggiornati a giugno. Lo stesso risultato emerge dall’edizione 2026 del report «Mapping the World’s Prices» della Deutsche Bank Research Institute: che analizza dal 2012 il costo delle vita in 69 città di sei continenti. Milano ha costi da top ten mondiale ma stipendi da medio/bassa classifica. Nonostante sia la locomotiva d’Italia e vanti le retribuzioni più alte del Paese, resta ferma al 43° posto della classifica globale, con una media di stipendio di 2.216 dollari.
Ecco, quindi, che non solo il tribunale ma anche le aziende pubbliche continuano a perdere dipendenti per il carovita: in Atm mancano tra i 300 e i 400 autisti. Gli affitti e la vita quotidiana sono troppo alti rispetto agli stipendi medi (tra i 1.300 euro al mese come primo impiego come autista a 1.700 a fine carriera) tanto che l’azienda non riesce più ad assumere nuovo personale.
Una situazione molto simile la vive il settore della sanità sia per i dipendenti ospedalieri, in particolare gli infermieri, sia la medicina territoriale. In Lombardia mancano tra i 2.500 e i 3mila infermieri e ogni anno si stima che altrettanti professionisti lascino il Servizio Sanitario Regionale. Lo stipendio netto medio di un infermiere oscilla tra i 1.750 e i 1.950 euro (con turni e indennità), cifra di nuovo insufficiente a sostenere il costo della vita a Milano. Nel 2026 è stata registrata anche una carenza di circa 600 medici di medicina generale. I municipi più colpiti sono il 4, il 5 e il 6, che da soli contano 217 ambiti carenti. All’ultimo bando per l’assegnazione degli incarichi, a fronte di centinaia di posti disponibili, hanno risposto appena 20 medici.
«In fuga» anche gli insegnanti: la Uil a fine maggio contava 947 insegnanti (su quasi 5.500 richieste) che hanno ottenuto il trasferimento verso altre regioni, mentre il 12% circa dei docenti di ruolo ha chiesto di andare via. Il motivo? Sempre lo stesso: uno stipendio sui 1.500 euro medi al mese contro il canone mensile di un monolocale che varia tra gli 800 e i 1.000 euro.
