Al semaforo rosso, sul marciapiede, in due sulla stessa pedana. E soprattutto senza casco. Il monopattino elettrico a Milano continua a essere il mezzo di chi le regole non le osserva. A dirlo sono i numeri della Polizia locale guidata dal comandante Gianluca Mirabelli: tra gennaio e settembre 2026 i ghisa hanno fatto 4.005 verbali ai conducenti di questi mezzi, a fronte dei 4.359 di tutto il 2025. Se si fa la media mensile il confronto è ancora più netto: 363 multe al mese l’anno scorso, 445 quest’anno, cioè il 22 per cento in più. E mancano ancora tre mesi alla fine dell’anno. Se l’andamento resterà questo, a dicembre il conto supererà quota 5.300.
L’infrazione più diffusa resta il casco non indossato, obbligatorio per tutti e non più solo per i minorenni da quando, a dicembre 2024, è entrato in vigore il nuovo Codice della strada. Nei primi nove mesi del 2026 i verbali sono stati 1.244, già più dei 1.113 di tutto il 2025. In media fanno 138 multe al mese, contro le 93 dell’anno scorso: quasi il 50 per cento in più. Nel 2025 il casco mancante pesava per un verbale su quattro, oggi per quasi uno su tre. Di questi, 175 riguardano ragazzi sotto i 18 anni, contro i 133 dell’anno scorso: un aumento di quasi un terzo in nove mesi. I minorenni sono ormai il 14% di tutti quelli multati senza casco. Sono loro, spesso, a sfrecciare la sera tra le auto e i tram: senza protezione e con lo smartphone in mano.
Poi c’è l’assicurazione. È obbligatoria dal 16 luglio e in due mesi e mezzo i vigili hanno contestato 538 verbali a chi circolava senza copertura Rc: una media di sette al giorno. A questi se ne aggiungono altri 7 per monopattini lasciati in sosta e non assicurati. Nel 2025 i casi erano stati appena 3. Un dato che racconta quanti conducenti, a tre mesi dall’entrata in vigore della norma, non abbiano ancora fatto la polizza o abbiano deciso di rischiare. Anche per le altre infrazioni i totali del 2026 hanno già superato quelli dello scorso anno. Le multe a chi portava un passeggero, cosa vietata, sono 229 contro 205: 25 al mese, contro 17. Quelle a chi andava sul marciapiede in mezzo ai pedoni sono 73 contro 54. I semafori rossi bruciati sono 48, a un passo dai 51 di tutto il 2025. Sommando casco, passeggeri, marciapiedi e semafori, quattro verbali su dieci riguardano comportamenti che mettono in pericolo chi guida o chi gli sta intorno.
Cala invece la sosta selvaggia: i monopattini abbandonati sul marciapiede erano stati 2.928 nel 2025 e sono 1.862 da gennaio a settembre. Anche proiettando il dato su 12 mesi la riduzione resta intorno al 15 per cento. È ancora la voce più frequente, ma il suo peso è cambiato: l’anno scorso valeva due verbali su tre, quest’anno meno della metà. Il malcostume però non è sparito. Il quadro, insomma, è chiaro. Si parcheggia un po’ meglio, ma si guida peggio. L’attenzione dei vigili si è spostata dalla sosta al comportamento in strada, e sono proprio le regole che riguardano la sicurezza di chi sta in pedana, a partire dal casco, quelle che si rispettano meno. Tra chi non lo mette, i minorenni sono sempre di più.
