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Cronaca locale

Parchi di design e droni, il programma di Perego

I consigli di Albertini su urbanistica e “dimissioni”. Sorte sfida la Lega: “Nome più attrattivo di Sardone. E Fi pesa di più”

Gabriele Albertini con Matteo Perego di Cremnago e Letizia Moratti. Incontro di Forza Italia agli East End Studios di Via Mecenate. Giovedì 9 ottobre 2026. Milano, Italia. (foto Stefano Porta / LaPresse) Forza Italia meeting at the East End Studios on Via Mecenate. Milan, Italy - October 9, 2026 (photo Stefano Porta / LaPresse)

Dalla lettera di dimissioni senza data da tenere nel cassetto per non diventare ostaggio della coalizione - «come Beppe Sala con i verdi talebani » - fino alla lettera di Sant’Ignazio di Loyola, «vivere con il piede levato, indifferente al potere e al denaro», Gabriele Albertini sul palco della kermesse di Forza Italia in via Mecenate passa simbolicamente il testimone al sottosegretario Matteo Perego di Cremnago,proposto dal partito come candidato del centrodestra. «Sindaco di Milano, passato e futuro» è il titolo dello slot e manca l’interrogativo, Fi ci crede e la squadra sul palco funziona: una rappresentazione della grande rigenerazione urbana avviata dall’«amministratore di condominio» Albertini, a Palazzo Marino dal 1997 al 2006, e la città che potrebbe tornare a correre. Con loro posa prima del dibattito l’ex sindaco Letizia Moratti. Si parte leggeri con il ricordo della sfilata di Albertini con le mutande di Valentino. E si arriva dritti alle inchieste sull’urbanistica che da tre anni bloccano i cantieri. Albertini ricorda che la sua giunta «ha favorito ed è stata regista di 40 miliardi investimenti mondiali che hanno rigenerato i quartieri senza suscitare mai l’attenzione della Procura. Se facciamo un confronto con un decimo dei capitali e la situazione che lascia Sala, siamo stati meglio noi». Perego snocciola i progetti dei primi 100 giorni (e oltre): subito, priorità alla sicurezza che è «il fondamento di tutto il resto» e quindi legge speciale per conferire più poteri ai vigili, droni». Ma pensa anche agli spazi per famiglie e pensionati, sempre senza aver paura di nominare «i privati». E quindi, «rifare i parchi coinvolgendo le aziende di design, non basta piantare qualche albero, per non citare gli sfalci ridotti». Più luci e bandiere tricolori lungo il viale della stazione Centrale e Forlanini, le porte di ingresso. Case low cost per il ceto medio, ancora «coinvolgendo i privati per realizzare housing sociale, servono 35mila alloggi». A Milano «si è persa la fiducia, deve tornare la città dove si viene per realizzare i propri sogni, dove si vive meglio in Italia, bisogna facilitare gli investimenti in tecnologia, semplificare la burocrazia. Può diventare la Palo Alta italiana». Ed «è ora di allargare i confini oltre i 9 Municipi». Albertini gli offre un ultimo consiglio sull’urbanistica: «Oltre agli oneri di urbanizzazione, all’immobiliarista che vuole vendere alloggi a 20mila euro al mq accelera la pratica ma obbligalo a realizzare edilizia convenzionata in qualche altra zona per dare casa a infermieri, tramvieri, chi viene per lavorare». E gli ricorda pure che fare il sindaco è «una missione e un sequestro di persona consenziente». A chi gli chiede dove non porterebbe un turista risponde «nessuno, quando Perego sarà sindaco sarà tutto perfetto». Gli altri due nomi sul tavolo sono la leghista Silvia Sardone e Maurizio Lupi (Nm). «Sardone è assolutamente un candidato rispettabile ma Perego è più attrattivo. E siamo secondo partito, pesiamo idi più e lo eserciteremo» sfida il coordinatore regionale Fi Alessandro Sorte. Per il consigliere Alessandro De Chirico «la partita è apertissima».

Chiara Campo