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Cronaca locale

La statua della Santa decapitata e le scritte sataniche: blitz dell’orrore in una chiesa della Sardegna

Il raid è avvnuto a Siniscola, in provincia di Nuoro. L’effigie lignea raffigurante “Sant’Elene” è stata privata delle mani e della testa e gettata a terra

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Un gravissimo raid sacrilego firmato con scritte sataniche ha devastato nelle scorse ore la storica chiesa campestre di Sant’Elena Imperatrice, nota localmente come Sant’Elene, situata a Siniscola, nella provincia di Nuoro.

Un atto che ha lasciato attoniti gli abitanti del comune appartenente alla regione storica della Baronia, soprattutto per la ferocia con la quale i vandali hanno agito, saccheggiando e danneggiando pesantemente il santuario rurale eretto in cima alla collina di Cuccuru ’e Janas tra il centro abitato di Siniscola e la località balneare di La Caletta.

A fare la macabra scoperta è stato Claudio Marceddu, custode giudiziario della struttura che si trovava sotto sequestro conservativo da parte del Tribunale di Nuoro per presunti abusi edilizi, un procedimento che ha visto poi l’assoluzione del privato coinvolto. L’edificio sacro, tuttora al centro di un complesso contenzioso civile miliardario che vede contrapposti gli eredi della famiglia Pusceddu e il Comune, appare irriconoscibile dopo la vergognosa incursione sulla quale gli inquirenti stanno tentando di far luce.

I vandali si sono introdotti nella chiesetta devastando gli arredi sacri senza risparmiare un solo angolo dell’edificio. L’altare maggiore risulta parzialmente distrutto, così come la storica statua lignea di Sant’Elena, a cui sono state mozzate le mani e la testa. I muri interni e l’altare sono stati imbrattati con della vernice, tramite la quale i responsabili hanno apposto ovunque scritte di vario genere e simboli di matrice satanica. Oltre ciò, dal santuario mancano all’appello diversi oggetti liturgici, portati via come bottino o come parte del rituale vandalico. Le forze dell’ordine locali hanno immediatamente avviato i rilievi per identificare i responsabili di un gesto che unisce il reato di danneggiamento aggravato a quello di offesa al sentimento religioso.

“Hanno distrutto le statue, hanno distrutto tutto, come potete vedere”, ha spiegato Marceddu, “hanno fatto scritte sacrileghe e portato via dalla chiesa degli arredi, sono devastato”. “Si sono accaniti su dei simboli religiosi, hanno fatto delle scritte anche in un confessionale, è una cosa vergognosa, non riesco a capire come possa non esserci rispetto per una chiesa, è vergognoso”, aggiunge l’uomo.

Costruito tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo sulle fondamenta di un’antica parrocchia dedicata ai Santi Sisto e Andrea, il santuario di Sant’Elena è un simbolo di grande importanza per gli abitanti della zona. Fino alla fine degli anni Ottanta, la chiesetta era una delle mete preferite dai giovani del posto per celebrare i matrimoni, oltre a ospitare la storica novena e la festa patronale del 16 agosto: “La chiesa era bellissima, era a disposizione della popolazione, adesso non si può più fare niente perché è in queste condizioni”, conclude Marceddu.

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