Il cartello con la scritta «7 ottobre come il 25 aprile. Fasci e sionisti appesi» era uno dei più aggressivi esposti ieri alla manifestazione pro Pal che si è svolta in pieno centro. Hanno partecipato, secondo le stime, circa 5mila persone che hanno chiesto lo stop agli accordi con Israele e l’embargo nei confronti del Paese. Oltre alla «liberazione» dei detenuti palestinesi, definiti «prigionieri politici», come Mohammad Hannoun, in carcere con l’accusa di avere finanziato Hamas.
Il corteo, partito da piazza della Repubblica, dopo aver attraversato il centro ha proseguito verso piazza della Scala, con conclusione in Duomo. Non si sono registrate tensioni con le forze dell’ordine. Avvicinandosi alla piazza, i manifestanti hanno intonato «Bella ciao», mentre prima si sono levati cori come «Netanyahu assassino». Dal camion che apriva il corteo, gli organizzatori hanno detto: «Non siamo antisemiti, siamo antisionisti». Sui detenuti palestinesi: «Sono prigionieri politici. Ieri (venerdì, ndr) la Corte di cassazione ha rifiutato la loro scarcerazione. Ma noi non ci arrenderemo e continueremo a parlare di loro, continueremo le loro battaglie». Ancora: «Il nostro governo è complice di quello che sta facendo Israele. I nostri compagni rimarranno in carcere, noi dobbiamo urlare che devono smetterla di perseguitare i palestinesi».
Lo striscione di apertura della manifestazione recitava: «From the river to the sea Palestine will be free. Contro il genocidio, la guerra, il sionismo e ogni complicità. Palestina libera dal fiume fino al mare». In piazza bandiere di Alleanza verdi sinistra, Potere al popolo, Rifondazione comunista. Presenti anche Cobas, Carc e Amnesty International, Cambiare rotta e Unione degli universitari. «Dopo tre anni di genocidio a Gaza - è stato aggiunto -, il popolo palestinese continua a subire massacri. Nonostante il calo dell’attenzione mediatica e le narrazioni di pacificazione, l’oppressione non si è fermata. È nostro dovere riportare la lotta palestinese al centro del dibattito politico e popolare in Italia». Il corteo è stato promosso dai Giovani palestinesi di Milano, che nell’appello hanno chiesto ai milanesi di invocare la fine dell’«occupazione» di Gaza. Tra le richieste, la fine di «ogni forma di complicità con il governo israeliano responsabile di genocidio».
Durante lo svolgimento del corteo la stazione Turati della linea M3 della metropolitana è rimasta chiusa e i treni hanno transitato senza effettuare la fermata. Variazioni di percorso e disagi anche per i passeggeri di tram e autobus in superficie.
