Chiamano per una sparatoria. Arrivano le «Volanti», arrivano le ambulanze, e trovano una festa di compleanno. Non è una metafora, è Cinisello Balsamo di notte, via Garibaldi, mezzanotte e trenta della notte tra mercoledì e giovedì. Qualcuno ha sentito degli spari, o ha pensato di sentirli, e ha chiamato. Sul posto non c’è sangue, c’è musica, ci sono litigi, e c’è una coppia che continua a urlarsi addosso anche dopo che sono arrivati gli agenti. Il fidanzato e una decina di persone decidono che la presenza della polizia è un affronto personale. In pochi minuti la decina diventa una trentina. Quasi tutti egiziani, o italiani di seconda generazione. Quattro di loro tengono al guinzaglio cani di taglia grande: un corso (nella foto) un pitbull, due rottweiler. Non sono animali da compagnia che passavano di lì. Sono parte della scenografia. Gli agenti provano a capire cosa sta succedendo e si ritrovano circondati. Uno viene contuso. Un 22enne, particolarmente convinto, viene fermato con il taser e finisce in ospedale in codice verde. Tre persone vengono denunciate a piede libero: un 18enne, un 21enne, un 22enne. Tutti egiziani, tutti regolarmente in Italia, tutti con precedenti. Accusa: violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
Nelle vicinanze, tra i resti della festa, i poliziotti trovano pochi grammi di cocaina e quattro cartucce inesplose di una pistola scacciacani. Dieci «Volanti» sono intervenute. La «sparatoria» iniziale non c’è mai stata. C’è stata una festa, un litigio, e poi la decisione collettiva che la polizia fosse un bersaglio legittimo.
Non è la prima volta che a Cinisello una serata ordinaria degenera in questo modo. Non è nemmeno la prima volta che i cani di grossa taglia compaiono in queste cronache come accessori, non come animali. Non è la prima volta che i denunciati risultano «regolari ma con precedenti». È solo la versione di questa settimana. La differenza, stavolta, è che qualcuno ha chiamato per degli spari. Gli spari non c’erano. C’era tutto il resto.
