Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:52
Cronaca nera

Colpita dal marito col martello, morta Fatiha

Il decesso ieri dopo 5 mesi di agonia: lui aveva il braccialetto elettronico

Il bus su cui è stata accoltellata Fatiha
Il bus dove una donna di circa 40 anni � stata aggredita nella zona di Stroncone, La donna, poco pi� di 40 anni, � stata soccorsa dal 118 eportata in ospedale con l'elisoccorso.Terni, 9 maggio 2026 ANSA/FABIO TONI

Cinque mesi di agonia, poi la morte. Non ce l’ha fatta Fatiha El Afgani, la donna di 44 anni originaria del Marocco, presa a martellate dal marito su un autobus a Terni. Ieri è stato dichiarato il suo decesso aggravando la posizione dell’uomo, Mohamed El Messaoudi, 42 anni, operaio, da tentato omicidio pluriaggravato a femminicidio. Reato che implica ogni aggravante e una sola condanna possibile: l’ergastolo.

Un caso che ha sconvolto la città umbra. È il 9 maggio, l’uomo è tornato da un mese a casa dopo un periodo di lavoro nel nord Italia. Ma fra i due tornano i problemi di sempre che lui crede di risolvere picchiando la donna. In ospedale la poveretta racconta di botte e violenze di ogni genere, tanto da denunciarlo ai carabinieri per maltrattamenti e lesioni personali. Scatta il codice rosso con il divieto di avvicinamento e la misura del braccialetto elettronico. Fatiha crede di essere al sicuro, ma non è così. Mohamed la segue, aspetta il momento giusto per fargliela pagare. Quando la vede salire su un bus di linea, a Santa Lucia di Stroncone, afferra un martello appena comprato in una ferramenta e la colpisce. Non prima di aver abbandonato il braccialetto a terra, spaccato anche quello a colpi di martello. Otto i colpi alla testa inferti alla moglie con ferocia inaudita. Subito dopo, come se niente fosse, entra in un bar. «Era arrivato in maniera molto tranquilla e si era seduto. Finita la colazione ha pagato ed è uscito», raccontano le ragazze dietro il bancone. Poi scompare. La donna viene soccorsa e trasportata all’ospedale Santa Maria in gravissime condizioni. «Danni cerebrali irreversibili». I militari recuperano in strada il braccialetto strappato a forza e l’arma del delitto, il martello con l’etichetta del prezzo ancora attaccata: 3,90 euro. Per tre giorni i carabinieri lo cercano ovunque, fino all’arresto in differita e al trasferimento in carcere. Nei prossimi giorni verrà disposta l’autopsia.

«La morte di Fatiha è una tragedia che colpisce profondamente tutta l’Umbria. Cinque mesi di sofferenza, dopo una violenza inaudita, si sono conclusi con la perdita di una vita, spezzata dalla brutalità e dalla sopraffazione» dichiara la presidente dell’Umbria, Stefania Proietti. «Fatiha aveva diritto di costruire il proprio futuro senza paura, la sua morte ci richiama a una responsabilità collettiva che non può essere elusa», il commento dell’assessore regionale alle Politiche sociali e alle Pari opportunità, Simona Meloni.