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Cronaca nera

Il sopralluogo di Vella sotto casa di Lorena. I vicini: “Aveva uno sguardo spaventoso”

Per gli investigatori l’omicidio della ex fidanzata era premeditato. Nell’auto del 36enne è stato ritrovato lo scontrino del negozio in cui ha acquistato le fascette e il martello

Firenze, Femminicidio sulla A1, l’ex la lancia giù dal viadotto e poi si uccide, vittima Lorenza Isceri

Federico Vella avrebbe premeditato l’omicidio dell’ex fidanzata Lorena Isceri. Ne sono sempre più convinti gli investigatori che indagano sull’omicidio-suicidio avvenuto giovedì scorso sull’autostrada A1, tra le uscite di Calenzano e Barberino del Mugello, in provincia di Firenze. Come anticipato da Repubblica, nei giorni precedenti al delitto il giovane avrebbe effettuato una serie di sopralluoghi sotto casa della 45enne, nel quartiere fiorentino di Rifredi, dove poi le ha teso l’agguato mortale. “Passava davanti alla sbarra del parcheggio, aveva lo sguardo strano e spaventoso”, hanno raccontato alcuni vicini di casa della vittima.

Il piano per uccidere Lorena

Secondo quanto trapela dalle indagini, affidate alla Squadra mobile di Firenze diretta da Domenico Balsamo, alcuni minuti prima di aggredire Lorena, Vella avrebbe attaccato del nastro adesivo sulla fotocellula del garage sottostante l’abitazione della vittima per assicurarsi di poter entrare e uscire indisturbato con l’auto. Dopodiché ha atteso l’arrivo della 45enne, l’ha picchiata, immobilizzata con le fascette e scaraventata nel bagagliaio. Poi ha guidato per circa mezz’ora sull’A1 e, attorno alle 13.30, ha gettato il corpo dell’ex giù da un cavalcavia a Barberino del Mugello. La polizia stradale è riuscita a localizzare la vettura, ma dopo quaranta minuti di trattativa con gli agenti, il 36enne si è lanciato nel vuoto.

Lo scontrino

Nella macchina di Vella è stato trovato lo scontrino di un negozio in cui si sarebbe recato la mattina del delitto, intorno alle 11.30, per acquistare le fascette con cui ha legato Lorena. Nel corso della perquisizione sono stati trovati anche un telo, un martello e un paio di forbici. Da qui l’ipotesi, suffragata anche da altri elementi investigativi, che il 36enne avesse pianificato l’agguato mortale. Gli investigatori, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Antonio Natale, hanno acquisito una copia forense del cellulare di Vella per recuperare eventuali chat e messaggi inviati all’ex fidanzata. La relazione tra i due era terminata ufficialmente ad agosto, ma il rapporto si era incrinato già a fine maggio, quando Lorena avrebbe scoperto un presunto tradimento. Successivamente avevano tentato di ricucire lo strappo ed erano stati insieme dallo psicologo per una seduta di coppia, che sarebbe stata interrotta - scrive Repubblica - per “alcuni comportamenti eccessivi di lui”. Fatto sta che, dopo quell’episodio, la 45enne aveva deciso di troncare definitivamente. Come hanno raccontato i suoi familiari, Lorena era spaventata dagli atteggiamenti pressanti dell’ex, ma non lo aveva denunciato “per paura di danneggiarlo”. Fino al tragico epilogo di giovedì, quando quei timori sono diventati una drammatica certezza.

Oggi saranno effettuate le autopsie e l’esame tossicologico: chi indaga non esclude che Vella potrebbe aver fatto uso di anabolizzanti o psicofarmaci.

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