C’è un’età in cui si pensa di averla scampata. È l’età in cui le storie d’amore - quando finiscono - finiscono con un caffè lasciato a metà, una telefonata in meno, un nome che si smette di pronunciare a cena. Pierina Buffon quell’età l’aveva raggiunta. Aveva 69 anni, madre di sei figli, era vedova da nove. La sua famiglia è conosciuta a Cassano Magnago (16 chilometri a sud di Varese) per i ristoranti. Dopo un lutto aveva deciso di ricominciare, e poi di rimettere ordine, chiudendo a giugno la relazione con l’uomo che frequentava da anni. Non le è bastato.
Venerdì mattina, poco prima delle 9.30, sulla «tangenzialina» che corre accanto all’A8, la sua auto e quella dell’ex compagno si sono incontrate nel modo più definitivo che esista: un frontale. Lei è rimasta incastrata tra le lamiere. Non sono servite le due ambulanze, l’automedica e l’elicottero decollato dal Sant’Anna di Como. Lui, Fulvio Ielmini, 73 anni, se l’è cavata con sospette lesioni alle gambe. Per qualche ora la faccenda ha avuto il nome più rassicurante
del vocabolario dei verbali: malore. La signora si sente male, sbanda, invade la corsia. Succede. E l’altro conducente? Sfortuna, coincidenza, il paese è piccolo. Solo che il paese è piccolo davvero, e nel pomeriggio si scopre che i due automobilisti erano stati una coppia. A quel punto la coincidenza smette di essere un’ipotesi e diventa un indizio.
A strappare il velo sono stati i figli. «Mia madre è stata inseguita dal suo ex che si è fatto giustizia da solo», ha detto uno di loro alle telecamere del Tg3. Poi è arrivata la frase che pesa come un fascicolo: «È stata aspettata e anche seguita, come dimostrano i video che ho in tasca». Con «giustizia» il figlio si riferisce al presunto movente del presunto omicida. Ma giustizia per cosa? Per essere stato lasciato? Pierina, del resto, sembra avesse capito prima degli altri. L’estate scorsa si era rivolta a un avvocato per i «comportamenti oppressivi» dell’ex. Che cosa intendesse lo diranno le carte. La polizia locale di Cassano Magnago, coordinata dal pm di Busto Arsizio Massimo De Filippo, sta cercando eventuali denunce per stalking e ricostruisce la dinamica attimo per attimo.
Per ora, sulla carta, è omicidio stradale. Lo prevede la prassi per ogni incidente mortale, ed è la formula neutra con cui la giustizia prende tempo. Ielmini è indagato con questo titolo e piantonato all’ospedale di Varese, in attesa che il pm completi gli atti. Al momento non c’è alcuna misura cautelare. L’autopsia, tra martedì e mercoledì, dirà se quel malore sia mai esistito. Resta lo sbigottimento. Ci hanno raccontato che la violenza contro le donne è roba da ventenni gelosi, o da mariti di mezza età con il vizio del controllo. Invece eccola, con i capelli bianchi e la patente rinnovata, su una strada di provincia alle nove e mezza del mattino. Come se a settant’anni non si fosse ancora imparato a perdere. O, peggio, come se perdere fosse ancora l’unica cosa che non si riesce a sopportare.
