Nuovi sospetti si addensano su Danilo Restivo, già condannato in Italia a trent’anni di carcere per l’omicidio di Elisa Claps, uccisa a Potenza nel 1993. Secondo quanto emerge da un’inchiesta giornalistica realizzata da Panorama, trasmissione investigativa e di approfondimento della BBC, il 53enne sarebbe coinvolto in un altro atroce femminicidio, quello della studentessa sudcoreana Jong-Ok Shin, conosciuta con il nomignolo di “Oki”, uccisa a Bournemouth, nel Dorset (Inghilterra), nell’estate del 2002. Nel 2011 Restivo è stato condannato all’ergastolo (poi ridotto a 40 anni) nel Regno Unito per aver ucciso la vicina di casa Heather Barnett.
L’omicidio della studentessa sudcoreana
L’inchiesta realizzata dalla redazione della BBC evidenzia alcune presunte criticità nelle indagini condotte dalla polizia del Dorset sull’omicidio della 26enne sudcoreana, accoltellata la notte del 12 luglio 2002 mentre rientrava a casa dopo aver trascorso la serata con alcuni amici in un locale di Bournemouth. I sospetti degli investigatori dell’epoca si concentrarono su Omar Benguit, un ragazzo con problemi di tossicodipendenza e precedenti per aggressioni. Nel 2005 l’uomo, che si è sempre professato innocente, venne condannato in via definitiva all’ergastolo per il brutale assassinio. Da 23 anni si trova ristretto in un carcere di massima sicurezza nel Regno Unito dove sta scontando la pena.
Il documentario della BBC
Secondo i giornalisti della BBC la condanna inflitta a Benguit risulterebbe compromessa da molteplici e gravi errori commessi dalla polizia. Un filmato estrapolato da una telecamera stradale a circuito chiuso sembra smentire la somiglianza tra lo sconosciuto immortalato nella registrazione e l’uomo identificato come l’assassino di Jong-Ok Shin. I sospetti ricadrebbero invece su Danilo Restivo, il cui nome emerse tra i “potenziali sospettati”, scrive La Gazzetta del Mezzogiorno, durante le indagini preliminari per l’omicidio della studentessa sudcoreana, salvo poi essere scagionato dopo la condanna di Benguit. Alcuni testimoni avrebbero riferito agli autori dell’inchiesta di “essere stati costretti ritoccare le loro deposizioni” dagli inquirenti dell’epoca per “incastrare” l’unico imputato.
La Criminal Case Review Commission sta esaminando il caso di Benguit dopo il lavoro svolto dalla redazione di Panorama. La vicenda getta un’ombra sinistra sull’assassino di Elisa Claps, il cui corpo venne ritrovato nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza il 17 marzo del 2010, a 17 anni dal delitto.