Cronaca nera

"Rideva, se l’avessero vista nuda…". La testimonianza incastra il "trio hot"

Accusato dell'omicidio di Laura Ziliani, Mirto Milani avrebbe fornito al compagno di cella numerosi dettagli sull'accaduto: cosa ha detto

"Rideva, se l’avessero vista nuda…". La testimonianza incastra il "trio hot"

È un detenuto per reati fiscali ad aver incastrato Mirto Milani e il “trio hot” nell’omicidio di Laura Ziliani. L’uomo, nell’autunno 2021, ha raccolto diverse testimonianze registrate e altre le ha riportate in un diario di 104 pagine, mostrato per la prima volta a Quarto Grado, in cui scrive: “Mirto è malvagio, è cattivo, è pieno di sé. Volontariamente lo istigo. È stato così difficile essere a contatto con questa ‘bestia’”.

Mirto Milani, insieme a Silvia e Paola Zani, è accusato dell’omicidio della vigilessa di Temù avvenuto l’8 maggio: tutti e tre, le figlie e il fidanzato della maggiore che si ritiene abbia avuto una relazione anche con la minore, hanno confessato.

Ma la confessione è arrivata dopo la poderosa raccolta di prove messa insieme dal detenuto, che ha anche testimoniato al processo. L’uomo ha finto di smascherare le intercettazioni ambientali nella cella con Mirto, ben sapendo che altre cimici stessero registrando i loro dialoghi. E Mirto all’inizio disse che il killer fosse uno sconosciuto: “Lui la droga, la spoglia, le mette solo il reggiseno. […] Le mette qualcosa nel caffè”.

Dapprima Mirto parlò di un veterinario, poi di un carabiniere. In seguito puntò il dito contro Silvia e Paola, credendo di aver conquistato la fiducia del compagno di cella, che invece lo stava stanando: “Sai perché sono riuscito a fari bere la storia? - gli avrebbe detto Mirto - Perché io non ti stavo raccontando delle bugie, io ti stavo raccontando delle cose di comodo”.

A quanto pare, Mirto avrebbe inviato dei pizzini con messaggi in codice ai famigliari, proponendo loro di depositare le indagini, ma le sue proposte non sono state accettate. Il compagno di cella intanto ha annotato tutto in maniera dettagliata, anche la notte dell’omicidio di Laura: “Laura arriva a casa attorno alle 22/22.30. […] I muffin vengono preparati da Silvia e Paola, festeggiano la mamma. […] Intorno all’1 Laura si alza, quasi barcolla, Silvia è la prima a scattare. Ecco Paola avventarsi sopra Laura. […] Non sa Milani nella concitazione come chiudere il sacchetto al collo usa una prolunga”.

Il compagno di cella ha usato la cosiddetta tecnica Reid basata sull’empatia, riuscendo a farsi rivelare da Mirto anche i dettagli più macabri: “Mi racconta - ha detto l’uomo riferendosi a Mirto - ridendo che se qualcuno lo avesse visto sopra Laura, essendo lei solo in intimo, avrebbe pensato fosse una coppia che faceva sesso ‘imboscato’”.

I depistaggi hanno caratterizzato profondamente questo caso di cronaca. Anche Silvia e Paola ne avrebbero messi in atto. Per esempio, il giorno dopo l’assassinio, Silvia avrebbe inviato dei messaggi via WhatsApp per provare che lei fosse all’oscuro della morte della madre: “Sarebbe stato meglio che almeno ti fossi fatta sentire per dirmi perché non sei ancora arrivata”, disse Silvia al telefono. Ma in quel momento Laura era già morta e il suo cadavere era stato occultato.

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