Stefania Cappa è stata travolta da un’ondata di insinuazioni mediatiche? È una domanda che ricorre dall’inizio, a marzo 2025, delle nuove indagini sul delitto di Garlasco. O forse questa domanda ricorre da prima. Intanto ieri sera, per la prima volta, Quarto Grado ha fatto ascoltare una telefonata di Alessandro De Giuseppe de Le Iene, in cui viene esposta una teoria che collocherebbe la cugina di Chiara Poggi - uccisa il 13 agosto 2007 - sulla scena del crimine.
La telefonata è del 23 gennaio 2026: la giornalista Chiara Ingrosso parla al telefono con l’avvocato di Alberto Stasi - condannato in via definitiva nel 2015 per il delitto - Antonio De Rensis. Il legale le passa De Giuseppe, che insieme all’autore de Le Iene Riccardo Festinese, è stato condannato in primo grado per diffamazione proprio su querela di Stefania Cappa.
Durante la chiamata Ingrosso dice di voler andare a Sanremo, per ascoltare la presunta testimonianza al centro delle nuove ricerche di De Giuseppe su Garlasco: qualcuno avrebbe avvistato il giorno dell’omicidio Maria Rosa Poggi, mamma delle gemelle Cappa e zia di Chiara, provenire in auto da via Pascoli, ovvero dai pressi della villetta dei parenti.
“Da Brescia - esordisce De Giuseppe - hanno controllato tutti i conti correnti della famiglia Cappa e a Pavia li hanno messi nel mirino le gemelle. Ora io non so a che punto sia Napoleone, perché io non ho contezza di quello che fa la procura di Pavia anche se noi in qualche modo abbiamo collaborato dando delle informazioni e dando del materiale probatorio: per esempio i miei incontri in tempi non sospetti con la mamma di Sempio a cavallo tra il 2022 e il 2023 sono stati integralmente trascritti dalla procura di Brescia. E sono stati ritenuti altamente probatori, perché la mamma di Sempio smentisce il figlio ascoltato in informazioni sommarie”.
Ingrosso esprime perplessità: afferma di avere remore per via di una possibile querela, mentre De Rensis sembra affermare in sottofondo che i Cappa “cercano di fare il vuoto”. Così De Giuseppe esprime la sua “idea ben precisa di com’è andata la cosa”: “La prima a entrare è stata Stefania Cappa, in quella casa lì. Dopodiché sono entrati gli altri due, uno è morto e dopodiché è arrivata la mamma, perché si è resa conto…”. Ingrosso gli chiede se la persona morta sia Michele Bertani, deceduto nel 2016 e amico di infanzia di Andrea Sempio, attuale indagato per il delitto. La risposta di De Giuseppe è “Certo, certamente, certamente”.
De Giuseppe prosegue: “Poi si è resa conto la mamma che non c’erano le chiavi, conscia delle idee bellicose della figlia è andata là, ma la frittata era già bella e che fatta. La festa è finita… e ti dirò che Stefania potrebbe essere stata mandata via a metà dell’opera. Se ne esce in bicicletta, sconvolta… Stasi non lo vede nessuno, peraltro anche Sempio non lo vede nessuno ma narrano che dietro la casa ci fosse un muretto, dove ci fosse un ceppo di un albero, dove c’era un’impronta, il ceppo è stato segato. E questa roba qui è una cosa che è acclarata a Garlasco”.
Chiara Ingrosso ha spiegato di aver consegnato la registrazione agli inquirenti - lo si sapeva da mesi ma non si conosceva il contenuto della chiamata - poiché avrebbe “fiutato che qualcosa che non andava”. La giornalista ha invitato i colleghi di Quarto Grado a vedere il girato de Le Iene dei canali di Tromello - perquisiti nel maggio 2025 - e ha parlato di una presunta “comunicazione diretta tra Festinese e De Giuseppe con la procura”, “un rapporto preesistente” attraverso il quale alla procura sarebbero stati forniti due elementi a sfavore di Stefania Cappa.
La quale, da parte sua, pare si senta non solo diffamata, ma praticamente braccata. La sua legale Valeria Francesca Mattica ha parlato di “campagna diffamatoria” nei confronti della sua assistita. Mattica ha ricordato che Stefania Cappa non è mai stata indagata e le accuse proverrebbero da testimoni ritenuti inattendibili dagli inquirenti di ieri così come oggi dai carabinieri di Moscova. Pare, racconta inoltre la legale, che i giornalisti si appostino fuori dalla scuola frequentata dal figlio di Stefania Cappa, gridandone il nome per vedere verso chi si volterebbe il bambino.
