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“Lo stupro è sesso”: le dichiarazioni choc di tre richiedenti asilo accusati di stupro di gruppo

Tre richiedenti asilo sono stati riconosciuti colpevoli di stupro di gruppo: la vittima è stata aggredita, insultata e filmata durante la violenza, mentre in aula uno degli imputati ha dichiarato che “lo stupro è sesso”

“Lo stupro è sesso”: le dichiarazioni choc di tre richiedenti asilo accusati di stupro di gruppo
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Tre richiedenti asilo sono stati accusati e riconosciuti colpevoli di stupro di gruppo al termine di un processo che ha scosso l’opinione pubblica nel Regno Unito. I fatti risalgono alla notte tra il 3 e il 4 ottobre scorso sulla spiaggia di Brighton, dove una donna di 33 anni è stata aggredita dopo essere rimasta sola al termine di una serata. La sentenza è stata emessa dalla Hove Crown Court dopo una lunga camera di consiglio, i giudici popolari, sette donne e cinque uomini, hanno impiegato oltre 16 ore per arrivare al verdetto. Gli imputati non hanno mostrato alcuna reazione al momento della lettura della sentenza.

L’aggressione nelle prime ore del mattino

Secondo la ricostruzione dell’accusa, i tre uomini, Abdulla Ahmadi, 26 anni, iraniano, e gli egiziani Karim Al-Danasurt, 20 anni, e Ibrahim Alshafe, 25, hanno individuato la vittima mentre camminava in stato di alterazione sul lungomare. Erano circa le 5:45 del mattino quando due di loro l’hanno avvicinata, iniziando a parlarle. Dopo pochi minuti, le telecamere di sorveglianza li hanno ripresi mentre la conducevano verso una rampa che porta alla spiaggia. La donna è stata poi portata dietro una struttura di servizio, dove, secondo quanto accertato in aula, è stata ripetutamente violentata mentre perdeva e riprendeva conoscenza.

Il video dell’aggressione

Durante l’aggressione, uno dei tre uomini ha filmato la scena con il cellulare, mentre gli altri abusavano della vittima. Secondo quanto emerso, l’uomo rideva e la insultava ripetutamente, chiamandola “brutta pu****a”. In un passaggio particolarmente forte, l’imputato avrebbe afferrato il volto della donna, costringendola ad aprire la bocca per sp****le dentro, incitando anche gli altri a fare lo stesso. L’accusa ha descritto il comportamento dei tre come quello di “un branco predatorio”, sottolineando come la vittima fosse stata trattata “non come una persona, ma come un oggetto”.

La testimonianza della vittima

In aula, la donna ha raccontato il trauma subito con parole drammatiche: “Li imploravo di fermarsi e non lo facevano. Ogni volta che chiudo gli occhi li vedo ridere di me. Pensavano fosse divertente. Non era consensuale. Mi hanno rovinato la vita”. E ancora: “Non ho mai dato il mio consenso. Solo a pensarci mi vengono i brividi. Sono persone malvagie e hanno distrutto la mia vita”. La vittima ha spiegato di ricordare solo frammenti dell’accaduto, descrivendo una sensazione di paralisi e confusione, al punto da sospettare che la sua bevanda potesse essere stata alterata.

Le dichiarazioni degli imputati

Durante il processo, alcune dichiarazioni degli imputati hanno suscitato sconcerto. Karim Al-Danasurt, interrogato sul concetto di consenso, ha affermato: “Per me lo stupro è sesso”. Alla richiesta di chiarimenti, ha aggiunto di aver visto semplicemente un rapporto sessuale, sostenendo di non comprendere la differenza tra un atto consensuale e uno non consensuale. L’altro imputato, Ibrahim Alshafe, ha dichiarato che quella notte rappresentava per lui la prima esperienza sessuale, affermando: “Era la prima volta. Ero felice di provare qualcosa del genere”. Versioni che l’accusa ha definito incompatibili, oltre che assurde, con le prove raccolte e con lo stato evidente di incapacità della vittima di opporsi.

Le indagini

Le indagini hanno ricostruito una sequenza precisa degli eventi grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza e ai video registrati dagli stessi imputati. Prima dell’aggressione, i tre avevano trascorso la serata in locali notturni, tra cui l’Horizon nightclub, dove erano stati ripresi mentre molestavano altre donne. Secondo l’accusa, quella notte erano “a caccia”, scegliendo deliberatamente una vittima vulnerabile. La donna, infatti, si era allontanata dagli amici ed era visibilmente in difficoltà. Dopo l’aggressione, i tre sono tornati nell’hotel dove alloggiavano e il giorno successivo si sono filmati mentre organizzavano un barbecue, comportamento che ha ulteriormente aggravato la loro posizione processuale.

La posizione degli imputati

Due dei tre uomini erano richiedenti asilo respinti e risiedevano in una struttura autorizzata nel West Sussex, mentre il terzo era sotto indagine per violazioni delle norme sull’immigrazione. Uno degli imputati si era allontanato dalla struttura il giorno successivo ai fatti, venendo poi arrestato alcuni giorni dopo. Gli altri due sono stati fermati dalla polizia poco dopo. Tutti e tre sono stati riconosciuti colpevoli, Ahmadi e Alshafe per due capi di imputazione di stupro, mentre Al-Danasurt per quattro capi, anche in qualità di complice per aver filmato e incoraggiato le violenze.

La condanna definitiva, con la determinazione della pena, sarà pronunciata in una fase successiva. Il caso ha suscitato forti reazioni anche sul piano politico, alimentando preoccupazioni su sicurezza e immigrazione nel Regno Unito e anche nel resto delle città europee.

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