Leggi il settimanale
Ultim'ora
Rinnovato il 41 bis per l'anarchico Alfredo Cospito

Richiedente asilo senza biglietto stende controllore del bus con un pugno

Nella peggiore delle ipotesi se la sarebbe cavata con una multa e un verbale da poche decine di euro. Che bisogno c’era, dunque, di spintonare e prendere a pugni il controllore dell’autobus?

Richiedente asilo senza biglietto stende controllore del bus con un pugno

Nella peggiore delle ipotesi se la sarebbe cavata con una multa e un verbale da poche decine di euro. Che bisogno c’era, dunque, di spintonare e prendere a pugni il controllore dell’autobus? Bisognerebbe domandarlo a un richiedente asilo nigeriano, di 24 anni, che stamattina, a Caramagna di Imperia, ha aggredito con un pugno in faccia un ispettore della Riviera Trasporti, l’ente del trasporto pubblico locale, alla richiesta del titolo di viaggio. E dire che il biglietto lo aveva pure, ma non era timbrato.

Un espediente usato da molti quello di acquistare un biglietto e tentare la fortuna: se il controllore non passa, è valido anche per la corsa successiva; altrimenti ci si piazza vicino alla macchina obliteratrice e quando lo si vede salire, è un attimo timbrarlo. In questo caso, qualcosa è andata storta. Il nigeriano viene colto alla sprovvista e sentendosi ormai perso, si fa largo spintonando e picchiando il controllore.

A quel punto, però, prima di scappare, corre verso l’obliteratrice e timbra il biglietto, in modo da mostrare di essere regolare a un eventuale controllo della polizia, che lo catturerà poco dopo, portandolo in caserma per essere denunciato; non arrestato per via della trascorsa flagranza del reato.

"E' assurdo che una cosa naturale e soft come quella di chiedere di esibire un biglietto del bus - afferma Alessandro Piana, commissario della Lega, a Imperia - possa diventare un concreto pericolo per i lavoratori, che quindi sono costretti a svolgere le loro mansioni con ansia e paura”.

E poi: "Purtroppo, a causa delle politiche lassiste del centrosinistra, ormai nel nostro Paese sono migliaia gli episodi del genere - aggiunge - Dai mezzi pubblici della Rt a quelli dell'Amt di Genova e di altre aziende di trasporto pubblico liguri e italiane.

Per non parlare di quanto accade sui treni regionali e nazionali. In questo ultimo, ennesimo caso, sembra che l'africano appartenga a un gruppo di migranti arrivati da qualche tempo in zona grazie alle politiche buoniste".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica