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"Il successo della famiglia GriMat? Non lucriamo sui nostri follower"

Luca e Francesca sono diventati famosi su TikTok e Instagram per la loro avventura intorno al mondo: un progetto studiato a tavolino che gli ha cambiato la vita (ma non troppo)

Luca, Francesca e Nicole, la famiglia GriMat di TikTok
Luca, Francesca e Nicole, la famiglia GriMat di TikTok

Da lavoratori stagionali a star di TikTok. La storia di Luca, Francesca e Nicole - meglio conosciuti come la Famiglia GriMat - è una di quelle che racconta come i social network possano cambiare la vita in poco tempo. Luca, milanese 39 anni, magazziniere e Francesca veronese 37 anni si sono conosciuti e innamorati anni fa sul Lago di Garda, mentre lavoravano rispettivamente come pizzaiolo e cameriera. Dopo la nascita della loro figlia, Nicole, per seguire la loro passione per i viaggi hanno iniziato a coltivare un progetto: visitare 100 paesi entro i 18 anni della loro figlia Nicole. E da subito è nata l'idea.

"Abbiamo sempre viaggiato, sia quando eravamo io e Francesca sia quando è nata Nicole. Ai suoi due anni ci è venuta questa idea, l'obiettivo era farle scoprire il mondo. Così abbiamo incentrato tutte le nostre forze nel viaggiare", ci hanno raccontato Luca e Francesca che, nonostante il successo (281 mila follower su TikTok e 61mila su Instagram) non si sento diversi da nove anni fa, quando è cominciata la loro avventura social: "Siamo gli stessi che siamo oggi. La cosa bella è questa, nella realtà non c'è stato un cambiamento. Noi stiamo vivendo esattamente come prima però esponendo sui social quello che facciamo".

Quando è uscito il primo video online?

Nel 2017 abbiamo cominciato a pensare di fare conoscere a Nicole più paesi possibili ma non eravamo sui social. Ci siamo sbarcati a febbraio 2024. Sono due anni esatti che siamo sui social. Il primo video è stato un video simpatico che avevamo studiato appositamente per diventare virali ed è andata proprio così: ha fatto 11 milioni di visualizzazioni. Era un video in cui già parlavamo del nostro progetto. Eravamo a Capo Verde, da lì è stato un insieme di video dove rispondevamo alle domande dei follower.

Quindi, quando siete sbarcati sui social, avevate un'idea ben precisa?

Assolutamente sì. Avevamo studiato un anno prima di aprire l'account. Ho iniziato a studiare nel 2023 con un obiettivo unico: che non fosse mai un gioco ma che diventasse un lavoro. Noi siamo tra i pochi che non hanno trasformato il gioco in lavoro, noi siamo entrati dicendo: "Ok, dobbiamo farlo seriamente".

Quindi l'interesse sul vostro progetto è esploso subito?

Sì, nei primi sei mesi abbiamo raggiunto 150 mila follower su TikTok poi a settembre 2024 siamo arrivati anche su Instagram e stiamo ottenendo grandi risultati anche lì.

Come fate economicamente con due lavori come i vostri?

È la domanda più gettonata: "Come fanno due operai a viaggiare così tanto?". E noi ci siamo concentrati proprio su questo aspetto, fare capire che è possibile viaggiare così tanto anche con due lavori normali. Non abbiamo aiuti, siamo solo io e Francesca con le nostre risorse.

Ovviamente viaggi low cost?

Assolutamente sì. Il nostro obiettivo era ed è quello fare capire, e dimostrare, che facendo tutto in autonomia, sul web, incrociando offerte si può risparmiare e viaggiare anche tanto. Facciamo tutto noi.

Come si monetizza con i social?

Noi non abbiamo segreti con i nostri follower e con chi ci conosce. L'obiettivo è sempre stato uno, che il progetto dei social sponsorizzasse il progetto 100 paesi entro i 18 anni di Nicole. Si monetizza prettamente con affiliazioni e con sponsorizzazioni di prodotti. L'azienda che ti da la valigia per il viaggio ti paga per la pubblicità che gli fai. Ma abbiamo una regola ferrea: non dobbiamo mai guadagnare sui nostri follower.

Una sorta di patto onesto tra voi e loro?

I nostri follower non devono darci e non ci daranno mai un euro. Ed è uno dei motivi per cui non facciamo viaggi di gruppo perché tendenzialmente i follower pagano la tua parte. E' probabile, invece, che parteciperemo a viaggi di gruppo ma pagando la nostra quota.

Quando avete iniziato a guadagnare con i social e con il vostro progetto?

Dopo cinque, sei mesi dall'apertura del profilo su TikTok già cominciavamo a guadagnare A un anno dai social Francesca ha lasciato il lavoro e si sta dedicando a tempo pieno ai social, mentre io sto continuando il mio lavoro di magazziniere.

Critiche, invidia, haters: com'è il rapporto con il lato oscuro dei social?

Purtroppo il mondo dei social è pieno di persone che vivono, diciamo così, un pelo di invidia. Noi cerchiamo di essere sempre educati e rispettosi nei confronti di chiunque. Riteniamo che chiunque, dando un giudizio, pur brutto che sia, abbia la sua motivazione. Cerchiamo però di spiegarci e cercare di fargli cambiare idea. Ci sono quelli che non capiscono, ma c'è anche chi poi si ricrede. Abbiamo "convertito" un sacco di haters. Una volta c'è stata una ragazza di un'agenzia che diceva: "Ma tu questa cosa non la puoi fare". E io ho provato a spiegarle con un video dedicato che noi non vendiamo nulla, condividiamo solo la nostra avventura e spieghiamo come risparmiare sui viaggi.

Su questo avete fatto anche un format, vero?

Sì, "L'asfalta hater", ma questo format è mirato più a prendere in giro gli irrecuperabili. Cioè se un follower mi scrive "ciccione" c'è poco da spiegare, allora subentra la nostra presa in giro anche per fare sorridere la nostra community.

Un'altra delle domande più gettonate è su Nicole, come fa con la scuola?

Per noi la scuola è importantissima. Partiamo dall'idea che la scuola è il fulcro portante dell'istruzione di nostra figlia. Noi se ad oggi riusciamo a prenderci qualche assenza durante il periodo scolastico è solo ed esclusivamente perché Nicole a scuola è brava. Ha solo voti positivi in tutto. Questo ci permette di prenderci qualche assenza in più degli altri. Siamo molto fortunati che non si ammala mai, quindi ulteriori assenze. Durante le assenze in realtà fa i compiti e studia: quando siamo in vacanza la sera, di solito, dedichiamo un paio d'ore allo studio. Devo solo ringraziare Francesca perché segue l'istruzione di Nicole come se fosse a scuola. Le mamme ci mandano i compiti che fanno in classe e Nicole quando rientra è in pari, è come se non avesse perso un giorno. A Nicole abbiamo insegnato, e stiamo insegnando, che dobbiamo avere un grande rispetto del lavoro delle maestre, quando torna in classe deve essere in pari. Se mai un giorno, però, Nicole dovesse avere dei cali nell'istruzione o nei voti, saremo i primi a fare un passo indietro e a dire: "Ok si viaggia solo nei periodi di pausa scolastica".

A che punto siete del vostro progetto?

Cinquanta paesi, siamo esattamente alla metà. L'obiettivo è chiudere molto prima dei 18 anni di Nicole. E' probabile, secondo i miei calcoli, che entro i 16 anni di Nicole avremo fatto il giro del mondo toccando 100 paesi.

Quindi come si evolverà il vostro progetto social?

Eh (ride, ndr). Non possiamo spoilerare ma abbiamo le idee precise. Abbiamo già un progetto in mente per proseguire la nostra vita social, ma dipenderà anche da Nicole e da che cosa vorrà fare crescendo. Già dice la sua, ha una sua rubrica - "Trucchi per piccoli viaggiatori" - quindi è molto partecipe e si diverte.

L'esposizione dei minori sui social è un tema delicato.

C'è tanto dibattito su questo tema ma io credo che il dibattito non sia "Minori sui social sì o no" ma "Come li metti sui social". Noi abbiamo una politica rigida su come esponiamo Nicole, ovvero mai in momenti fragili, pianti, mai una presa in giro. Quello che si vede di Nicole non è nient'altro di quello che si può vedere in una foto di famiglia. Qualcosa di cui lei in futuro non possa mai vergognarsi, ma è anche vero che la certezza non ce l'hai mai che lei a 18 anni non si vergogni. Obiettivamente, però, se pubblichi la foto o un video di una bambina che passeggia sulla spiaggia, è molto difficile che lei a 18 si vergogni per quello. Per noi la regola è: l'intimità della nostra famiglia deve rimanere tale. Non parliamo mai di momenti brutti: in due anni saranno capitati momenti brutti e dolorosi, come quelli di ogni famiglia? Noi non abbiamo mai parlato di quella parte privata, la nostra pagina social deve trasmettere solo felicità e gioia in famiglia. E viaggi.

Uscirà mai un libro sulla vostra storia? Ve lo hanno proposto?

Ce lo hanno proposto, ma per il momento no e sempre per la regola che non vendiamo niente ai nostri follower. E' ironico, perché nella realtà, stiamo guadagnando esattamente come quelli che invece vendono anche gadget. Il nostro guadagno c'è, perché rompere questo patto con i nostri follower? Tu mi puoi seguire gratuitamente per tutta la vita senza doverti vendere un abbonamento, un libro, una calamita. Noi abbiamo fatto le calamite e le regaliamo ai nostri follower.

È mai successo qualcosa che vi ha fatto dubitare del progetto o pensare di smettere?

Sinceramente a oggi è successo l'opposto. All'inizio pubblicavamo i video e le foto dei viaggi in differita per paura che qualcuno potesse farci qualcosa. Pubblicavamo sempre due, tre giorni al rientro dal viaggio. Oggi invece stiamo facendo molti più contenuti in diretta perché ci siamo resi conto che le persone che ci vogliono bene sono tantissime. Noi veniamo fermati all'aeroporto, ci chiedono video e questa è una cosa bellissima, sentiamo l'affetto dei nostri follower. Ad oggi tutti i segnali sono di continuare anche per come risponde Nicole stessa. Lei è felice. A volte mi dice lei di fare un certo tipo di video insieme.

Ti saresti mai aspettato tutto questo?

Che sarebbe andata così no, ma l'idea era: "Stiamo investendo tante forze e tante

risorse, c'è stato tanto studio perché no?". Certo non mi aspettavo di fare 280 mila follower in due anni, questo era oltre le mie aspettative. I social sono strani, potevamo non piacere, le variabili erano tante.

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