La Guardia Costiera libica smentisce naufragio: "Tutti salvi i 50 migranti dati per dispersi"

Il nuovo allarme lanciato domenica sera dimostra ancora una volta l'aumento del numero delle partenze dei migranti dalla Libia. Intanto si cerca di capire le sorti delle 32 persone a bordo del barcone segnalato in difficoltà, mentre la Guardia Costiera di Tripoli smentisce un naufragio annunciato nei giorni scorsi

La posizione del barcone in difficoltà segnalata da Alarm Phone
La posizione del barcone in difficoltà segnalata da Alarm Phone

Nuovo allarme lanciato da Alarm Phone, il network telefonico che proprio poche settimane fa annuncia di aver ricevuto, in questo mese di settembre, uno dei numeri più elevati di segnalazioni di barconi partiti dalla Libia.

Così come si legge in un tweet del pomeriggio di domenica, un’imbarcazione con 32 migranti a bordo risulta in difficoltà in acque di competenza maltese: “Barca in pericolo nella zona #SAR di #Malta! – Scrivono sull’account Twitter i membri di Alarm Phone – Alle h17.25 siamo stati contattati da una barca con 32 persone a bordo. Le autorità maltesi sono informate. Serve un salvataggio immediato!”

Ma l’ultimo aggiornamento non sembra recare con sé novità positive: al contrario, sempre da Alarm Phone si apprende come i contatti con il barcone sono andati persi e come, soprattutto, non viene ravvisata alcuna operazione di soccorso da parte delle autorità maltesi.

“Abbiamo perso contatto con la barca circa 6 ore fa – si legge infatti in un Tweet lanciato nella tarda serata di domenica – Le autorità di Malta si rifiutano di fornire informazioni sull’operazione di soccorso. Le persone a bordo ci hanno detto che ci sono 7 bambini e 2 donne incinte. Lasciarle in mare durante la notte mette le loro vite a rischio!”

L'ultima segnalazione è delle 10:00 di questa mattina e conferma il mancato soccorso da parte di La Valletta: "Alle 9:15 abbiamo ripreso i contatti con l'imbarcazione - si legge nel tweet - I 32 migranti sono ancora in pericolo, chiediamo soccorso immediato".

Di certo l’allarme lanciato domenica, conferma ancora una volta la ripresa degli sbarchi anche dalla rotta libica. Solo in questo mese di settembre, la Guardia Costiera libica avrebbe fermato almeno 500 migranti pronti a partire oppure appena salpati verso l’Italia. A questi occorre aggiungere coloro che sono stati recuperati dalla Ocean Viking in due distinte occasioni, per un totale di quasi 300 persone, oltre alle imbarcazioni fermate dalle autorità italiane e maltesi.

Proprio la Guardia Costiera libica, nega un naufragio segnalato nei giorni scorsi proprio da Alarm Phone oltre che altri canali social di varie associazioni: "La nave è stata intercettata dopo che ha fatto diverse chiamate di soccorso - dichiara ad Agenzia Nova Ayoub Qassim, portavoce della Marina libica. - Siamo andati a cercare la barca non appena siamo stati informati a nord della città di Misurata. Il salvataggio di tutti i migranti ha avuto successo. Abbiamo svolto il nostro lavoro e consegnato i migranti nei punti di sbarco prestabiliti, ma quelli che li accolgono soffrono di condizioni operative difficili e i loro centri di detenzione per migranti sono sovraffollati, mentre alcuni centri sono chiusi, il che ha portato al rilascio di quelli salvati".

Anche se a far più paura alle autorità italiane è l’impennata degli sbarchi delle imbarcazioni provenienti dalla Tunisia, la rotta libica certamente non va trascurata: sia per la guerra in corso a Tripoli e sia per le attività delle associazioni criminali, il numero di migranti in partenza verso l’Europa dal paese nordafricano risulta in aumento, pur se con numeri inferiori agli altri anni.

Le condizioni meteo nel canale di Sicilia e nel Mediterraneo centrale dovrebbero essere discrete anche nei prossimi giorni, questo potrebbe rappresentate un ulteriore elemento di preoccupazione circa la prosecuzione del notevole flusso migratorio avviatosi dall’Africa nell’ultimo mese.

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