Alatri, Emanuele ucciso a colpi di cric: il corpo trascinato come un trofeo

La lite con un albanese in discoteca. Poi il pestaggio nella piazza principale di Alatri. Nove contro uno. Con la gente che si voltava dall'altra parte

Alatri, Emanuele ucciso a colpi di cric: il corpo trascinato come un trofeo

"Era la prima volta che Emanuele prendeva la macchina del padre. Ci teneva così tanto. Era tornato dal lavoro, aveva fatto la doccia ed eravamo andati in discoteca. Volevamo solo passare un venerdì sera con la musica e gli amici. Perché è successo? Cosa è successo? Perché l' hanno ammazzato? Perché non li hanno fermati?". Ketty, la fidanzata di Emanuele Morganti, rivive l'orrore. Ce l'ha ancora davanti agli occhi. Il suo ragazzo è morto ieri dopo due giorni di agonia all'ospedale Umberto I di Roma. In nove lo hanno massacrato di botte fuori da un locale ad Alatri, in provincia di Frosinone, venerdì e sabato notte.

L'agguato, nella piazza centrale della città, sarebbe scaturata da una lite degenerata in una maxi rissa. Tutto è nato per difendere la fidanzata dagli apprezzamenti eccessivi di un coetaneo albanese o, forse, perché a quest'ultimo Emanuele aveva inavvertitamente preso il drink. Futili motivi, insomma. Ma, come hanno raccontato i testimoni, è bastato perché il branco (una ventina di persone in tutto), si infiammasse: lo hanno atteso e circondato, quindi colpito a calci e pugni e, infine, il colpo di grazia (violentissimo) dato con una spranga di ferro o, più probabilmente, con un cric. "I troppi colpi, violentissimi - si legge sul Corriere della Sera - hanno devastato la testa e il volto del ventenne, provocato fratture craniche e cervicali, al punto da renderlo quasi irriconoscibile. Tanto da far pensare a qualche suo amico intervenuto dopo l'aggressione che in realtà il giovane fosse stato travolto da un'auto".

Arrivato in elisoccorso al policlinico della capitale venerdì notte in condizioni già disperate, Emanuele era stato sottoposto a un intervento chirurgico per provare a ridurre le lesioni alla testa causate dai colpi ricevuti. I medici dell'ospedale romano hanno rilevato la rottura delle vertebre cervicali e varie fratture craniche provocate con un oggetto contundente di ferro. Il ragazzo è stato tenuto in vita artificialmente fino a ieri. Nel pomeriggio, però, il suo cuore si è fermato. Da quanto si apprende i genitori avrebbero deciso di donare gli organi.

I carabinieri di Alatri hanno sequestrato il locale, il Mirò, uno dei più noti della città, dove attorno alle 3 di notte è scoppiata la discussione. Quando è scoppiata la rissa in discoteca, anziché difendere Emanuele e la sua ragazza, i buttafuori (anche loro albanesi) hanno preso le parti del branco. Li hanno sbattuti fuori dal Mirò. E qui sarebbe stato "scaraventato a terra dagli amici dell'albanese, ai quali si sarebbero aggiunti altri giovani avventori. Nessuno sarebbe intervenuto in sua difesa", mentre lo colpivano ripetutamente col cric. Nella piazza principale di Alatri si voltavano tutti dall'altra parte. "Il corpo - conclude il Corriere della Sera - sarebbe stato anche trascinato sull'asfalto, come fosse un trofeo".

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