In Italia un giovane su 4 fa sexting

Molti ragazzi non comprendono il rischio che comporta mandare messaggini hot. Per questo il Comune di Milano assieme a Durex inaugura il "Safebook"

In Italia un giovane su 4 fa sexting

Il cyber-bullismo è un fenomeno che è continuamente in espansione. Dall'avvento dei social poi, i fenomeni di cyber violenza si sono decuplicati nel giro di qualche anno. E il cosidetto "sexting", il mandare foto e, sms o email dal contenuto piccante, rischia di diventare una vera e propria rovina. Secondo gli ultimi studi condotti, in Italia almeno un ragazzo su quattro tra i 12 e i 18 anni si sarebbe fotografato in pose piccanti per poi spedire tutto via internet, senza curarsi delle possibili intercettazioni di dati. Se si prendono in esame gli ultimi due anni, poi, il fenomeno è raddoppiato: dal 10,2% si è passati al 25,9%.

Sono queste le ragioni che hanno spinto il professore Giovanni Ziccardi - docente di Informatica Giuridica della Statale di Milano - a creare, sotto concessione del Comune di Milano e con la collaborazione dell'azienda Durex, il progetto "Safebook", una campagna di educazione e prevenzione dal cyber-bullismo e dai rischi del web. Il progetto coinvolge oltre cento scuole medie e licei della città. Più di 200 ragazzi si sono confrontati oggi a Palazzo Marino, sede del Comune, per affrontare anche i temi di educazione di genere e sessismo e del ruolo che la scuola può svolgere per prevenire i rischi legati a Internet. Nel corso dell'incontro, il professor Ziccardi ha spiegato che le ragioni che spingono gli adolescenti all'invio di materiale pornografico sono per lo più la burla o lo scherzo (11,1%) e il desiderio di emulazione dei propri amici (8,6%) e di provocare imbarazzo (4,6%). Il "sexting" è percepito dai ragazzi come gesto per lo più goliardico, visto che "quasi il 50% degli adolescenti confessa di non considerare il 'sexting' una pratica rischiosa"

Per Chiara Bisconti, assessore al Benessere, Qualità della vita, Sport e Tempo libero, "Il rispetto di genere parte proprio dall'uso corretto delle parole: il linguaggio è uno dei primi strumenti da cui si parte per riconoscere la parità e per educare al valore dell'affettività e del rispetto della sessualità", sin da quando si è in giovane età. "Safebook" utilizza - per così dire - il linguaggio web 2.0 per garantire un coinvolgimento capillare degli studenti e un più facile accesso ai materiali, come le video lezioni dei relatori trasmesse in classe attraverso le lavagne multimediali, o dei blog su cui ognuno può esprimere la propria opinione o confidarsi.

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