Arcigay, pesanti critiche per lo spot pro-utero in affitto

Ha scatenato un’autentica bufera l’ultimo post di Arcigay pubblicato su Facebook durante la giornata contro le violenze di genere. L’immagine viene vista da femministe ed Arcilesbica come un messaggio atto a promuovere lo sfruttamento del corpo delle donne, ma da Arcigay fanno sapere che anche poter decidere di partorire per qualcun altro è un segno di autodeterminazione

Arcigay, pesanti critiche per lo spot pro-utero in affitto

In occasione della giornata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, Arcigay ha proposto una nuova locandina che in poco tempo ha scatenato un’autentica bufera.

L’associazione ha infatti postato su Facebook un’immagine che ritrae una donna incinta che posa la propria mano su quelle unite di due uomini, in un palese messaggio “pro utero in affitto”. Secondo i membri del movimento, infatti, anche poter decidere di partorire un figlio per altri e non per se stesse è una forma di autodeterminazione, ed il loro comunicato rientrerebbe perfettamente nella battaglia finalizzata a difendere i diritti delle donne. “Nessun controllo sul mio corpo”, è una delle frasi in calce alla fotografia. “Essere madre è una libera scelta. Ma anche non esserlo, lo è”.

Di diverso avviso, tuttavia, le femministe ed anche Arcilesbica, che hanno pesantemente criticato il post di Arcigay, considerato un mero spot pro-gestazione per altri. Le attiviste tornano dunque sul tema dello sfruttamento del corpo femminile, trattato come un semplice mezzo per “ottenere” un bambino del quale nessuno si cura più di tutelare i diritti. Persino l’ex presidente Arcigay Aurelio Mancuso non ha apprezzato la foto diffusa sui social. “Il corpo di un bambino se diventa un possibile dono, o oggetto di contrattazione commerciale, ha vinto il desiderio ad ogni costo a detrimento dei diritti inviolabili soggettivi dei nascituri.” Questa la sua dichiarazione, riportata da “Il Secolo d’Italia”.

Durissime le parole anche da Arcilesbica. “Arcigay scomoda l’autodeterminazione delle donne per chiedere implicitamente il libero accesso al corpo femminile fecondo. Un corpo che nell’immagine finita al centro delle polemiche, sembra quasi svalutato. Il volto della donna, infatti, non si vede. Tutta l’attenzione è dedicata al pancione prominente e persino il seno, simbolo di nutrimento e di vita, viene costretto da una fascia strettissima.

Segnali che a molte persone non sono affatto piaciuti, come alla giornalista Marina Terragni, che ha condiviso il proprio pensiero su Facebook. “La vergognosa immagine con cui Arcigay celebra la giornata contro la violenza. Le violente saremmo noi che ci battiamo contro quello che l’Europa e anche la nostra Corte Costituzionale definiscono “ignobile sfruttamento”. È un vero atto di guerra alle donne”.

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