Arcuri: "Fine emergenza solo quando sarà scoperto un vaccino"

Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, chiede un ultimo sforzo agli italiani: "A Pasqua e Pasquetta restate in casa"

Arcuri: "Fine emergenza solo quando sarà scoperto un vaccino"

Ne usciremo. In un modo o nell’altro. Ma la strada è ancora lunga. "Finché non ci sarà un vaccino il nostro antidoto siamo noi con la nostra responsabilità. L’uscita progressiva dall’emergenza sarà lenta e speriamo inesorabile". Domenico Arcuri, il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 parla ai giornalisti. Ha passato la mattina del sabato santo, facendo spola tra la protezione civile e i canali di informazione.

Racconta di un’Italia che sta facendo i conti con se stessa. Con le sue debolezze e le sue paure. Ma, afferma, ne uscirà. E sarà più bella di prima. "Noi stiamo lavorando per prepararci alla cosiddetta fase 2, per quando essa arriverà. Il commissario straordinario, i suoi uffici e la protezione civile continueranno a essere i bracci operativi di questa fase e dovranno contribuire a conseguire obiettivi". Fa sapere che questa nuova fase sarà molto più articolata con una batteria ulteriore di strumenti. Tra questi un’app sui contagi, seguendo il modello coreano. "Siamo già al lavoro per realizzarla. Gli italiani che lo vorranno potranno essere tracciati nelle loro relazioni. Un’app mobile accompagnerà, monitorerà e interverrà rispetto ai contagi. È stato fatto un lavoro dal ministero dell’Innovazione tecnologica e dal ministero della Salute che ha condotto a dei primi risultati".

Poi rivolge un appello. "Rivolgo un appello ancora più accorato del solito ai nostri cittadini, nei prossimi giorni, domani sarà Pasqua e lunedì sarà Pasquetta, non fate sciocchezze, continuate e se possibile rafforzate il convincimento di seguire le previsioni che vi abbiamo dato. Non uscite, continuate a seguire i comportamenti che avete responsabilmente tenuto fino ad oggi, usate il cervello e il vostro enorme senso di responsabilità". Il virus non è stato ancora sconfitto. È ancora tra noi anche se siamo sulla buona strada. Ma non siamo alla fine del tunnel, anzi, la fine del tunnel è ancora lontana.

"Vi continuo a supplicare, state in casa e state attenti. Metteremo definitivamente alle spalle questa drammatica emergenza solo quando verrà scoperto un vaccino efficace. Fino a quando non sarà scoperto noi abbiamo un solo antidoto: noi stessi, i nostri comportamenti che devono servire a prevenire e dove non è possibile contenere i contagi". Il commissario straordinario Arcuri parla inoltre dell’uscita dalla fase 1 dell’emergenza e l’inizio di quella che sarà la fase 2 che avrà una serie di allentamenti delle misure restrittive.

"Non possiamo sbagliare i tempi”. Il premier ieri ha spiegato che qualche piccola misura di allentamento è stata decisa, ma che abbiamo ancora da aspettare per un allentamento più marcato e forte. "Se ciò non accadesse e fosse stato sbagliato il momento di definire una sia pur progressiva uscita, continuiamo a correre il rischio che il contagio si ripresenti con la forza e la massa che siamo riusciti a contenere. Produrrebbe danni ancora più pesanti, tutto accadrebbe tranne la ripartenza". Sono a lavoro per preparare il Paese a una via di uscita. Sarà molto complesso. "Grazie all’insieme delle nostre azioni, dovremo accompagnare a una graduale e complessiva uscita del nostro sistema Paese da questa tragedia".

Per Arcuri ci dovrà essere l’ulteriore rafforzamento del nostro sistema sanitario. Dovremo contribuire a realizzare un certo numero di Covid Hospital. "Per questo, nei prossimi giorni, consegneremo i primi ventilatori all’ospedale del Celio di Roma dove si sta realizzando un Covid Hospital, sarà un primo esempio che speriamo si possa replicare. Continueremo a lavorare a questo obiettivo. Continueremo a realizzare nuovi posti letto in terapia intensiva e sub intensiva con la precisazione e la focalizzazione che ci saranno alcuni ospedali dedicati esclusivamente al Covid".

Parlando degli approvvigionamenti di dpi, tamponi e ventilatori il commissario riferisce che sono stati acquisiti 2,5 milioni di tamponi da distribuire alle regioni. "I tamponi sono una componente molto importante e stiamo facendo degli sforzi maggiori per poter dotare tutti dei reagenti e per far sì che possano essere utilizzati nel modo più accurato".

Nell’ultima settimana sono state distribuite oltre 31 milioni di mascherine con media di 4,4 milioni di mascherine al giorno. È un risultato straordinario. Fino a ieri sono stati distribuiti 2.677 ventilatori. Nell’ultima settimana 512. "Non dobbiamo far uscire il nostro Paese da questa emergenza costruendo un’altra diseguaglianza tra Nord e Sud, dobbiamo essere equilibrati". Dei 512 ventilatori distribuiti molti di essi sono stati mandati alle regioni del Sud, queste regioni oggi ne hanno 436, "ancora pochi ma all’inizio dovevamo fronteggiare l’emergenza concentrata in un’altra area del Paese".

Poi si sofferma sul ruolo dello Stato in questa guerra. In particolare sulla produzione delle mascherine. "È giusto che anche lo Stato svolga un ruolo più proattivo per far sì che i cittadini si possano dotare delle mascherine in modo agevole, ai prezzi più bassi possibili e con delle azioni più semplici e ci stiamo pensando. Stiamo acquisendo le strumentazioni necessarie, stiamo curando gli aspetti logistici e perché no magari per un tempo non infinito, ma pari a quello della durata massiccia di questo virus, anche lo Stato con una collaborazione con gli imprenditori privati potrà mettersi a produrre questa munizione tanto utile in questa battaglia. Stiamo ragionando su qual è il prezzo giusto a cui le mascherine devono essere vendute e se questo prezzo non debba essere in qualche misura predeterminato".

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