Arezzo, protesta dei migranti: "Vogliamo soldi, non il cibo"

La protesta negli uffici della cooperativa che li accoglie: "Basta cibo, vogliamo denaro". Ma il prefetto si rifiuta

Arezzo, protesta dei migranti: "Vogliamo soldi, non il cibo"

Tre ore: tanto è durata la protesta dei richiedenti asilo ospitati dalla cooperativa Koinè di Arezzo, a cui è stato chiesto di distribuire denaro invece del cibo.

Non è la prima volta che i migranti protestano per le condizioni dell'accoglienza: la testata locale Arezzo Notizie racconta come appena il 19 giugno scorso una cinquantina di stranieri si fossero riuniti sotto la sede della questura per manifestare contro gli orari di servizio della cena, che veniva preparata loro prima del tramonto - in violazione delle regole del Ramadan.

Stamattina, però, i richiedenti asilo sono andati direttamente dalla cooperativa, come racconta la stessa Koinè sul proprio sito.

"I rifugiati hanno insistito con la loro tesi di poter disporre di denaro invece che di cibo - si legge nella nota diramata via Internet - e di fronte al diniego dei dirigenti delle cooperative, hanno annunciato che non avrebbero lasciato gli uffici di via Duccio da Buoninsegna fino a quando il prefetto non avesse modificato le sue disposizioni. Di questa richiesta e della discussione in atto è stata quindi informata la prefettura che, ovviamente, non ha accolto la richiesta. Da qui l’arrivo delle pattuglie di Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale."

La loro richiesta, tuttavia, è subito risultata impossibile da accogliere, perché nel bando della prefettura è indicato chiaramente che le cooperative vincitrici devono provvedere al servizio dei pasti. Di denaro, invece, non si parla se non con l'eccezione del "pocket money" per le piccole spese personali quotidiane.

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