Sono iniziati i colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, con una tensione evidente sullo stallo a Hormuz. Sono i negoziati di più alto livello tra Teheran e Washington dalla Rivoluzione islamica del 1979 e i primi "ufficiali" faccia a faccia dal 2015, quando fu raggiunto un accordo sullo sviluppo nucleare iraniano, poi annullato nel 2018 dal presidente Usa Trump. Nello stesso anno, la allora Guida Suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, vietò ulteriori colloqui diretti.
Alla vigilia dei negoziati Trump ha attaccato Teheran accusando il regime di non rispettare gli accordi e minaccia nuovi raid "con armi distruttive" se non si arriverà a un'intesa. Cruciale anche il nodo Libano, e su questo Israele avverte: "Non discuteremo di tregua con Hezbollah".Iran: media, iniziato nuovo ciclo colloqui a Islamabad
Un nuovo ciclo di colloqui trilaterali è stato avviato dai negoziatori statunitensi, iraniani e pakistani a Islamabad, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Vi sarebbero ancora ostacoli che vengono definiti "significativi" che potrebbero complicare il raggiungimento di un accordo. "Considerate le richieste eccessive degli Stati Uniti, sembra che questa sia l'ultima possibilità per la squadra iraniana di raggiungere un quadro comune in questo ciclo di colloqui", ha affermato l'agenzia Tasnim.
Fonti pakistane alla Cnn, 'ancora stallo su Hormuz'
Sono "positivi" il tono generale e l'esito dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, riferiscono alla Cnn fonti pakistane. Persiste però, sottolineano le stesse fonti, una situazione di stallo sul controllo dello Stretto di Hormuz. In precedenza, una fonte vicina al team negoziale iraniano aveva dichiarato alla Cnn che gli Stati Uniti avevano avanzato "richieste inaccettabili" riguardo allo stretto, e i media statali iraniani hanno riportato disaccordi simili.
Qatar: "Gli attacchi di Teheran sono diminuiti ma non cessati"
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha affermato che gli attacchi da parte di Teheran sono diminuiti ma "non cessati". Majed al-Ansari, in un'intervista televisiva ad Al Jazeera, ha aggiunto che e gli attacchi contro qualsiasi Stato del Golfo costituiscono un attacco contro tutti, negando che il Qatar paghi l'Iran per fermare i raid contro il suo territorio. Il Qatar non paga in cambio della cessazione degli attacchi contro di esso", ha dichiarato aggiungendo che Doha intercetta gli attacchi iraniani. Al-Ansari ha aggiunto che l'Iran ha attaccato anche obiettivi civili e industriali, nonostante le sue affermazioni di aver preso di mira solo siti militari.
Trump: "Abbiamo sistemi sminamento migliori al mondo, Hormuz presto libero"
"Abbiamo il migliore, il più sosfistico equipaggiamento di sminamento del mondo, lo sappiamo, lo stiamo solo mettendo in posizione". Così Donald Trump, intervistato da una giornalista di News Nation, ha espresso la convinzione che lo stretto di Hormuz sarà libero "in un futuro non troppo distante", suggerendo anche che gli Stati Uniti sanno dove sono state piazzate dall'Iran le mine sottomarine nello stretto. Il presidente ha comunque aggiunto che la chiusura di queste settimane ha fatto "vedere alle persone che vi sono alternative al passaggio dello stretto".
La Casa Bianca conferma negoziati diretti fra le due delegazioni
La Casa Bianca ha confermato che il vicepresidente americano JD Vance e altri funzionari statunitensi si incontreranno di persona con la delegazione iraniana nel corso dei colloqui di Islamabad. La Casa Bianca inoltre ha fornito un elenco dei funzionari statunitensi coinvolti nei negoziati per porre fine alla guerra con l'Iran tra cui, oltre al vicepresidente JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump. Sono inoltre presenti Andrew Baker, consigliere per la sicurezza nazionale del vicepresidente, e Michael Vance, consigliere speciale del vicepresidente per gli affari asiatici.
Axios, Usa smentiscono di aver ricevuto minacce dall'Iran contro navi a Hormuz
"Non abbiamo ricevuto alcuna minaccia dall'Iran di attacco alle navi" della marina Usa a Hormuz. Lo afferma un funzionario americano - citato dal giornalista di Axios Barak Ravid su X - che smentisce quanto affermato dai media iraniani secondo cui Teheran ha avvertito gli Stati Uniti di una possibile rappresaglia contro le navi americane intenzionate ad attraversare Hormuz.
Media Iran: "Nave Usa a Hormuz tornata indietro dopo minaccia di attacco da Teheran"
La tv di stato iraniana nega le notizie provenienti da fonti statunitensi secondo cui navi della Marina Usa hanno attraversato le acque dello Stretto di Hormuz per la prima volta da inizio guerra: lo riporta Iran International. La tv di stato ha spiegato che è stato lanciato un avvertimento a una nave militare americana che sarebbe stata attaccata entro 30 minuti se avesse varcato lo stretto, riferisce su X il chief national security reporter della Reuters, Phil Stewart, sostenendo che il vascello si è ritirato dopo l'avvertimento, stando ad un alto funzionario militare iraniano che ha parlato alla tv di stato iraniana.
Media: "Teheran ha avvertito navi Usa, se attraversate Hormuz attacchiamo"
L'Iran avrebbe avvertito una nave della Marina militare Usa di non attraversare lo Stretto di Hormuz in caso contrario sarebbe stata attaccata "entro 30 minuti". Lo riporta Sky News citando la Tv di stato iraniana secondo cui la nave dopo l'avvertimento si sarebbe "ritirata".
Trump: "Bonifichiamo Hormuz per Paesi che non hanno avuto coraggio di farlo"
"Stiamo iniziando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri". Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. "Incredibilmente, non hanno avuto il coraggio o la volontà di fare questo lavoro da soli", ha aggiunto.
Media, navi della Marina Usa attraversano Hormuz per la prima volta
"Diverse navi" della Marina statunitense hanno attraversato in queste ore lo Stretto di Hormuz: lo indica su X Barack Ravid, giornalista di Axios, citando un funzionario Usa. Il movimento, aggiunge, "non è stato coordinato con l'Iran", ed è la prima volta che una mossa di questo tipo avviene dall'inizio della guerra.
Trump: "L'unica risorsa che ha l'Iran è la minaccia di mine ad Hormuz"
"L'unica risorsa che resta all'Iran è la minaccia che una nave possa 'imbattersì in una delle loro mine marine; mine che, per inciso, sono rimaste orfane, dato che tutte le loro 28 imbarcazioni posamine giacciono anch'esse sul fondo del mare". Lo scrive Donald Trump su Truth in un lungo post sulla guerra contro Teheran.
Trump: "Esistono alternative allo Stretto di Hormuz"
L'Iran è una "nazione fallita", lo Stretto di Hormuz riaprirà in un futuro "non troppo lontano" e "la gente sta vedendo che ci sono altre alternative al passaggio attraverso lo Stretto". È quanto avrebbe affermato il presidente americano alla corrispondente per la Casa Bianca di News Nation, Kellie Meyer, che ha postato su X un riassunto della conversazione telefonica. La giornalista ha aggiunto di aver chiesto al tycoon se ritenesse che gli iraniani stessero agendo in buona fede. "Te lo farò sapere tra pochissimo tempo, non ci vorrà molto", sarebbe stata la risposta di Trump.
L'Iran presenta le proprie 4 condizioni (linee rosse)
La delegazione iraniana ha presentato al primo ministro pakistano Shahbaz Sharif le proprie "proposte e linee rosse". Lo riporta Ynet citando la televisione di stato iraniana. Secondo le informazioni, "le linee rosse includono lo Stretto di Hormuz, le riparazioni di guerra, lo sblocco dei beni congelati e un cessate il fuoco nell'intera regione. Teheran rinadisce: "Non rinunceremo ai nostri diritti nei colloqui con gli Usa".
Cbs, gli Usa smentiscono di aver acconsentito a sbloccare asset Iran
Gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato. Lo ha dichiarato un alto funzionario statunitense alla Cbs News, smentendo le precedenti notizie diffuse dai media. Il vicepresidente J.D. Vance ha avuto un incontro bilaterale con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, ma i negoziati non sono ancora iniziati e non sono stati discussi accordi. La delegazione americana comprende Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner.
Pakistan, iniziati incontri tra premier Sharif e Vance
Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato a Islamabad il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance. Lo ha riportato l'ufficio del premier, come riporta la Bbc. Secondo una nota, i colloqui di pace per porre fine alla guerra in Medioriente sono "iniziati". "Con l'inizio odierno dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif, ha incontrato Sua Eccellenza JD Vance, Vice Presidente degli Stati Uniti d'America. Il primo ministro ha ribadito che il Pakistan intende continuare a facilitare il lavoro di entrambe le parti per compiere progressi verso una pace duratura nella regione", si legge nella dichiarazione. Sharif ha espresso la speranza che questi colloqui possano rappresentare un trampolino di lancio verso una pace duratura nella regione.
Vance accolto a Islamabad dai ministri degli Esteri e dell'Interno pakistani
Ad accogliere ad Islamabad la delegazione statunitense guidata dal vicepresidente J.D. Vance e accompagnata dall'inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e dal consigliere Jared Kushner sono stati il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, il capo di stato maggiore dell'esercito, il feldmaresciallo Syed Asim Munir, e il ministro dell'Interno Mohsin Raza Naqvi. L'aereo su cui ha viaggiato la delegazione è atterrato alla base aerea di Nur Khan a Rawalpindi. Secondo quanto confermato dallo stesso ministero degli Esteri pakistano, la delegazione iraniana ha già raggiunto Islamabad per partecipare ai colloqui. La delegazione è guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf e comprende il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, insieme ad altre 14 figure chiave e altri alti funzionari. La delegazione iraniana nel suo complesso conta circa 70 membri, tra cui una squadra di giornalisti e personale di supporto.
Nyt, 'Iran non è in grado di trovare le mine che ha piazzato a Hormuz'
L'Iran non è stato in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. Lo scrive il New York Times citando funzionari Usa, sottolineando che questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell'amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto. Si tratta poi - scrive il quotidiano Usa - di un potenziale fattore di complicazione in vista dell'incontro in Pakistan tra i negoziatori iraniani e una delegazione statunitense per i colloqui di pace. L'Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l'Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi. Non è chiaro se l'Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi, secondo i funzionari.
Delegazione Iran porta con sé foto e oggetti dei bambini uccisi a Minab
La delegazione negoziale iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad portando con sé fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab "come prova dei crimini di guerra americani". Lo scrive la agenzia di stampa iraniana Tasnim su X. Ghalibaf sul suo account X pubblica una foto in cui lo si vede all'interno di un aereo intento a osservare in silenzio le foto di quattro bambini appoggiati su altrettanti zainetti messi su una fila di sedili. Accanto ad ogni immagine c'è un fiore bianco. "I miei compagni di volo #Minab168" scrive Ghalibaf, riferendosi alle 168 vittime morte nel bombardamento della scuola femminile a Minab, in Iran.
Media, Pakistan vuole convincere Teheran a ritiro precondizioni
Un alto funzionario pakistano ha dichiarato al quotidiano qatariota Al-Arabi Al-Jadeed che si sta tentando di convincere l'Iran a rinunciare alle sue precondizioni e ad avviare i negoziati con gli Stati Uniti con un nuovo spirito. Secondo quanto riportato, la delegazione iraniana continua a insistere affinché gli Stati Uniti dichiarino il loro impegno su tutti i punti del cessate il fuoco temporaneo prima che questo abbia inizio. Il funzionario ha osservato che ci sono stati segnali positivi da parte dell'Iran.
Iran: media, Mojtaba sfigurato e con ferite a gambe dopo raid 28/2 ma è presente, partecipa a riunioni e prende decisioni
Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei sta ancora recuperando dalle conseguenze del raid israeliano del 28 febbraio scorso in cui è rimasto ucciso, fra gli altri, il padre Ali Khamenei di cui ha assunto in seguito la carica. Ma è vigile, presente, partecipa alle riunioni in cui vengono discusse questioni critiche via audio conferenza e prende decisioni, anche sulla guerra e sui negoziati con gli Usa. Secondo quanto scrive Reuters sulla base delle informazioni tre fonti diverse vicine al cerchio ristretto di Khamenei, rilanciata da Israel Times Moktaba è sfigurato dopo aver riportato gravi ferite al viso e a una o entrambe le gambe. Il leader supremo, che ha 56 anni, sta comunque recuperando e rimane vigile e presente.
Media, la delegazione Usa è atterrata a Islamabad
La delegazione americana incaricata dei negoziati con l'Iran è atterrata a Islamabad, in Pakistan. Lo riferiscono diversi media internazionali che citano l'agenzia di stampa Reuters. Anche "una fonte del settore aeronautico" citata dalla Bbc sostiene che il vice presidente statunitense JD Vance sia "appena arrivato a Islamabad insieme alla delegazione americana". È previsto che rappresenti il governo di Washington nei colloqui con la delegazione di Teheran insieme a Steve Witkoff e a Jared Kushner.
Cnn: "Per l'intelligence Usa la Cina si prepara a spedire armi all'Iran"
Secondo quanto riportato da Cnn, che cita tre fonti, per l'intelligence statunitense la Cina si sta preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran entro le prossime settimane. Per l'emittente le informazioni di intelligence dimostrano che Teheran potrebbe sfruttare la tregua nei combattimenti per ricostituire le scorte di sistemi d'arma. Due delle fonti hanno riferito alla Cnn che Pechino si avvarrebbe di un Paese terzo per far transitare le armi. Ma un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha smentito: "La Cina non ha mai fornito armi a nessuna delle parti in conflitto: le informazioni in questione sono false". Sarebbe una mossa provocatoria, spiega Cnn, considerando che Pechino ha affermato di aver contribuito a mediare il fragile accordo di cessate il fuoco che ha sospeso la guerra tra Iran e Stati Uniti all'inizio di questa settimana. Il presidente Donald Trump ha inoltre in programma una visita in Cina all'inizio del mese prossimo per colloqui con il presidente cinese Xi Jinping.
Media Iran, probabile rinvio al pomeriggio dell'avvio dei negoziati
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad probabilmente subiranno un rinvio. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio, secondo quanto riferito dall'agenzia iraniana Tasnim. Lo riporta la agenzia Mehr su X. Sempre secondo Mehr, le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.