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"Contro il 41 bis, Cospito libero. Se viviamo è per far saltare la testa dei re": le minacce degli anarchici

I manifestanti hanno dato appuntamento per la manifestazione che si svolgerà nella capitale il prossimo 18 aprile, sempre di solidarietà per Cospito. Tra gli striscioni, anche i riferimenti agli anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano

"Contro il 41 bis, Cospito libero. Se viviamo è per far saltare la testa dei re": le minacce degli anarchici
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Il mondo anarchico sta rialzando la testa, tornando protagonista come non lo era da anni. E, infatti, oggi pomeriggio diversi esponenti del movimenti si sono dati appuntamento in via Arenula a Roma, a pochi metri dal ministero della Giustizia, per partecipare a un'assemblea pubblica di protesta contro la possibile proroga del carcere duro per l'anarchico Alfredo Cospito, detenuto al regime di 41 bis.

La data della possibile conferma del carcere duro, infatti, è a breve: il 4 maggio scade la misura per l'uomo condannato per aver gambizzato nel 2012 l'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e per aver piazzato due ordigni esplosivi fuori da una caserma di Cuneo nel 2006. Oggi i suoi sostenitori hanno intonato cori come «Contro il 41 bis, lo Stato tortura. Alfredo libero» e «Se viviamo è per far saltare la testa dei re. Con Sara e Sandro» , in riferimento a Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti due settimane fa mentre preparavano un ordigno che avrebbe dovuto colpire la stazione di Polizia di Roma Tuscolano, la più importante della Capitale.

In loro onore è, quindi, nato anche un nuovo gruppo anarchico, che ha rivendicato l'attentato avvenuto in Grecia il 25 marzo contro l’abitazione del preside del Politecnico. La prossima tappa, fortemente attenzionata dagli addetti ai lavori, è la manifestazione che si svolgerà nella capitale il prossimo 18 aprile, sempre per esprimere solidarietà al loro leader Cospito.

Cosa che hanno fatto anche ieri, quando un gruppo di circa 50 anarchici si è riunito a piazza Nuccitelli a Roma (zona Pigneto) in assemblea pubblica: "Se oggi molte più persone conoscono la disumanità e la tortura del 41bis, dove non puoi leggere un libro né guardare un albero, è grazie allo sciopero della fame fatto da Alfredo. Non vogliamo che sia necessario un altro sciopero della fame per riportare questo tema al centro del dibattito pubblico".

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