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Nazionale senza filtro

La notizia è che possiamo essere ripescati ai Mondiali di calcio. Il fatto che il ministro per lo Sport dica che "l'ipotesi è improbabile" significa che ci sono buone possibilità

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Per gli italiani - convinti che più sleale è la vittoria, più grande è la felicità nel vincere - la notizia è che possiamo essere ripescati ai Mondiali di calcio. Il fatto che il ministro per lo Sport dica che «l'ipotesi è improbabile» significa che ci sono buone possibilità. Tenendo conto uno - che tutto è legato alla guerra in Iran e due che il calcio è una guerra, le combinazioni attualmente sono cinque.

Uno: la guerra finisce (o continua, è uguale) e l'Iran partecipa normalmente ai Mondiali. In quel caso i calciatori italiani restano misere schiappe,

strapagate e viziate. Due: l'Iran si ritira e viene sostituito dagli Emirati Arabi in quanto primi degli esclusi in Asia. E i nostri calciatori restano sì delle schiappe, però insomma, sono stati fregati dalla lobby del petrodollaro. Tre: la Fifa sceglie uno spareggio fra Emirati e l'Italia, la nazione meglio piazzata tra le escluse nel ranking mondiale. Gli azzurri diventerebbero per un momento quelli che non mollano: «Fino alla fine!». Quattro: gli Emirati vincono lo spareggio. I nostri vengono finiti tramite lapidazione agli «Arrivi» di Malpensa. Cinque: l'Italia vince con un gol di Donnarumma

di testa, su calcio d'angolo e va ai Mondiali.

E gli azzurri, che 15 giorni fa avevamo stupidamente giudicato arroganti, viziati, incapaci, vergognosi e bidoni, sarebbero ora salutati, in un tripudio collettivo, tipico di un Paese che sa cambiare casacca come nessuno, in quello che tutti ci sentiamo quando c'è di mezzo una guerra vinta con un aiutino. Eroi.

E non stiamo parlando di calcio.

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