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Il post di Raimo, la residenza della Salis e Report: ecco il podio dei peggiori

Lo scrittore immagina un poliziesco in cui vengono avvelenati i proprietari di case. La Salis cambia residenza dopo le polemiche sul portaborse. Ranucci & Co. riesumano un vecchio selfie per gettare fango sulla Meloni. Ecco i peggiori della settimana

Il post di Raimo, la residenza della Salis e Report: ecco il podio dei peggiori
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Al terzo posto del podio dei peggiori, questa settimana, abbiamo Christian Raimo che su Facebook se ne è uscito con un post che lascia letteralmente senza parole. Argomento: i proprietari di case che speculano sugli affitti. Niente soluzione stile Ilaria Salis, ovvero occupando gli immobili. La soluzione avanzata dallo scrittore va oltre possibile immaginazione: avvelenare con la ricina i proprietari di case che le affittano a prezzi da speculazione. Ovviamente, nel raccontare per filo e per segno l'intera trama di un poliziesco, infiocchetta il tutto dicendo che si tratta di una "vendetta romanzesca". Ma i particolari sono molto precisi e violenti. Che sia solo finzione letteraria, provocazione da social o recondita aspettativa, non lo sappiamo. Sta di fatto che la nostra società non ha bisogno dell’ennesimo cattivo maestro.

Al secondo posto ci sono Ilaria Salis e il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin. La storia la conoscete: il 28 marzo i due sono stati pizzicati in una stanza di hotel alle sette del mattino durante un controllo di polizia. A Cartabianca l'eurodeputata Avs aveva dichiarato: "Ivan non è il mio fidanzato". Fatti loro, direte voi. E sarebbe così se solo non fosse che, se i due fossero legati sentimentalmente, violerebbero il regolamento europeo per cui "i deputati non possono chiedere l'assunzione o il ricorso ai servizi del proprio coniuge o partner stabile in un'unione di fatto". Un'inchiesta del Giornale ha svelato che fino a fine marzo Salis e Bonnin resiedevano a Milano nello stesso indirizzo. Il giorno successivo al controllo di polizia, però, lei è corsa a cambiare la propria residenza spostandola in un altro indirizzo e in un'altra città. Perché? Intervistata da Repubblica dice di averlo fatto per "evitare strumentalizzazioni". Guarda un po', non appena è scoppiato lo scandalo. Quando si dice "le coincidenze"... un tempismo perfetto! E l'occasione, ovviamente, per attaccare la destra e i suoi giornali.

Ma veniamo al primo posto del podio dove (ri)troviamo la stampa di sinistra che, tanto per cambiare, getta fango su Giorgia Meloni. A muovere i fili è Report, la trasmissione di Sigfrido Ranucci, che tira fuori un selfie della premier con un presunto referente del clan Senese in Lombardia, già imputato al processo Hydra. Peccato che il selfie sia stato scattato a un evento pubblico nel 2019 al quale erano presenti oltre 500 persone. Forse a sinistra pensano che la Meloni debba pretendere che chiunque le chieda una foto esibisca generalità e casellario giudiziario? Da che pulpito, poi! Se la sinistra dovesse giustificare certe fotografie che girano in rete... A riprova del fatto che si tratti soltanto di fango c'è anche che quella di Report non è un'esclusiva. La foto era già stata pubblicata nel gennaio 2024 dalla stessa trasmissione. Viene quindi da chiedersi perché ritirarla fuori ora, tanto più che non figura nell'inchiesta di cui parlano. Nonostante tutte queste considerazioni, Repubblica e Fatto Quotidiano si sono subito messi a fare da megafono e in scia le opposizioni sono partite alla carica. Interesse per la verità: meno di zero.

Ha proprio ragione la Meloni: "a questi 'professionisti dell'informazione' non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica".

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