Gli "autoanticorpi" nel mirino: "Ecco il perché delle trombosi"

L'immunologo Alberto Mantovani ha fornito una possibile spiegazione alla comparsa dei trombi dopo il vaccino AstraZeneca, sul quale crescono gli interrogativi

Gli "autoanticorpi" nel mirino: "Ecco il perché delle trombosi"

Esiste una correlazione tra il vaccino AstraZeneca e i casi di gravi trombosi? Pare di sì ma gli studi finora condotti non hanno ancora dato una risposta esaustiva. La domanda sta picconando da settimane le certezze vaccinali di un intero continente, che ora procede in ordine sparso. Olanda e Germania sono le ultime in ordine di tempo ad aver bloccato le vaccinazioni per gli under 60 in attesa che si pronunci l'Ema mentre l'Italia attende, anche se questo pomeriggio è previsto un incontro tra i tecnici del ministero della Salute e l'Aifa. Probabilmente la questione AstraZeneca sarà uno dei temi toccati durante il confronto, anche se "non vi è in programma alcun vertice specifico", come sottolineano dal Ministero anche se domani l'Ema potrebbe pronunciarsi sulle possibili correlazioni. Intanto anche l'immunologo Alberto Mantovani traccia una prima linea ipotetica che collega i trombi al vaccino AstraZeneca.

"I casi gravi di trombosi osservati in relazione al vaccino potrebbero essere forse causati, secondo una recente pubblicazione, dalla formazione di autoanticorpi, come succede, in rarissimi casi, durante trattamenti con eparina", ha spiegato il professor Mantovani al Corriere della sera. Si tratterebbe di "una condizione definita Vipt (Vaccine induced prothrombotic immune thrombocytopenia)", prosegue l'immunologo che "se confermata, l’osservazione potrebbe guidare la diagnosi e la terapia di questi, pur molto rari, eventi avversi". I maggiori casi di trombosi gravi si sono verificati in giovani soggetti di sesso femminile, si tratta di una casistica che non va sottovalutata ed è "bene che si analizzino tutti i dati disponibili su possibili eventi avversi in giovani donne, a protezione della salute pubblica".

Tuttavia, la questione era già stata sollevata poche settimane fa, giungendo alla conclusione che vi fossero connessioni tra il vaccino e i casi di trombi. "Per ora l’analisi condotta da Ema sul vaccino Oxford AstraZeneca ha rassicurato sul fatto che non causi un aumento della frequenza di tromboembolia, aspettiamo ulteriori analisi", ha detto il professor Alberto Mantovani. La Gran Bretagna è molto avanti con la vaccinazione e non si è finora registrato nessun caso di aumenti di trombi nei vaccinati con AstraZeneca rispetto ai soggetti che hanno ricevuto il vaccino Pfizer. E in Italia? Mantovani porta l'esempio più vicino a sé: "In Humanitas abbiamo vaccinato oltre 22 mila persone senza problemi inattesi". Intanto anche tra gli esperti è scontro sul da farsi. Per il momento solo Francia, Canada, Germania e, in ultimo, l'Olanda si sono epsressi inserendo un limite anagrafico per la somministrazione, ipotizzato anche da Pierpaolo Sileri.

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