Avellino, autovelox nascosto dietro un cartello in autostrada

Del caso se ne è occupato l’inviato di Striscia la Notizia, Luca Abete

Avellino, autovelox nascosto dietro un cartello in autostrada

Percorrendo il raccordo autostradale che collega Avellino a Salerno, anche l’automobilista più attento potrebbe non accorgersi dell’autovelox che, impietoso, fotografa chiunque superi, seppur di pochi chilometri, i limiti di velocità. L’apparecchio è posizionato dietro a un cartello viario e non è visibile per i conducenti delle vetture che attraversano questo tratto di strada. Del caso se ne è occupato l’inviato di Striscia la Notizia Luca Abete, che ha postato sul suo profilo Facebook la foto dell’autovelox incriminato.

“Ma sì, mettiamolo un bell’autovelox, ben nascosto, dietro a un mega cartello stradale. Oltre a giocare a ‘nascondino’ o pensare di limitare i rischi controllando la velocità, avrebbero potuto provare a rendere più sicuro un tratto di strada da sempre pericoloso. E voi che ne dite: vi piace questa installazione artistica?”. Inutile dire che in tempi brevi il post e diventato virale e numerose persone hanno lasciato i loro commenti.

Tanti gli automobilisti inferociti per la scelta di occultare l’autovelox. “Un modo per fare soldi, ingannando i cittadini”, hanno scritto in parecchi, ma c’è anche chi è d’accordo sull’idea di piazzare la macchinetta elettronica in quel tratto di autostrada. “Può essere un buon deterrente nei confronti di coloro che esagerano e superano la velocità consentita”, hanno commentato i più giudiziosi.

Se l’autovelox è poco visibile, comunque, la multa rischia di essere annullata. Perché infatti possa essere considerata regolare e valida a tutti gli effetti, non basta il cartello di avviso, anche la volante della Polizia e lo stesso autovelox devono essere ben visibili a chi sta guidando.

È la Corte di Cassazione a fare il punto della situazione, fugando ogni possibile dubbio sulle norme presenti nel Codice della strada. A questo proposito è stato diffuso il testo integrale dell’ordinanza n. 6407, emessa dalla VI Sezione Civile e pubblicata il 5 marzo 2019, tenendo a sottolineare, riferendosi a una precedente sentenza, "la norma di cui all'art. 142 comma 6 bis C.d.S. specifica che 'le postazioni di controllo (...) per il rilevamento della velocità devono essere (...) ben visibili e la necessaria visibilità della postazione di controllo per il rilevamento della velocità quale condizione di legittimità dell'accertamento, con la conseguente nullità della sanzione in difetto di detto requisito, è stata da ultimo affermata anche da questa Corte (Cass. 25392/2017, non massimata)”. La sentenza è stata quindi cassata e affidata a un altro magistrato del Tribunale di Livorno. Adesso si dovrà tenere conto della presunta non visibilità dell’autovelox.

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