Bari, è guerra tra CasaPound e Anpi per uno striscione

Il movimento di estrema destra accusa, con uno striscione, l'associazione dei partigiani di prendere soldi "per le sue posizioni negazioniste". L'Anpi risponde con una denuncia per diffamazione

È guerra tra Casa Pound e L'Anpi (l'associazione nazionale partigiani italiani) in Puglia, in particolare a Bari. E lo è proprio nei giorni in cui si celebra il giorno del ricordo per "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale" come enuncia la legge.

Ma cosa succede a Bari? A fra discutere è uno striscione affisso sul parapetto di un cavalcavia in corso Cavour, in pieno centro con su scritto: "Anpi difende i titini? Negazionismo e quattrini!" con tanto di simbolo di CasaPound. La foto, condivisa sulla pagina Facebook dell'Anpi Bari, sta facendo il giro del web ed è diventata virale. Di risposta i partigiani hanno denunciato per diffamazione il movimento politico di estrema destra.

"Continua la vergognosa strumentalizzazione della tragedia delle foibe da parte dei neofascisti comunque camuffati, in uno con gli attacchi all'Anpi - scrivono i partigiani su Facebook, continuando - . Da stamane, sul parapetto del cavalcavia di corso Cavour fa mostra uno striscione di Casa Pound in cui si accusa l'Associazione dei partigiani di prendere soldi per (o nonostante) le sue posizioni negazioniste. L'Anpi di Bari ha già sporto denuncia per diffamazione; anche di questa infamante menzogna, oltre che dell'aggressione di via Eritrea, i "fascisti del terzo millennio" dovranno rispondere in tribunale. L'Associazione ha più volte espresso, in documenti ufficiali e in convegni, la sua ferma condanna delle stragi perpetrate ai confini orientali nel secondo dopoguerra. E non ha certo bisogno di fornire prove della sua assoluta fedeltà ai valori della democrazia, della pace, della fratellanza fra i popoli. La volgare campagna denigratoria di cui è fatta bersaglio dimostra appunto che l'Anpi rappresenta un sicuro baluardo contro le tentazioni reazionarie, e ci sprona a moltiplicare il nostro impegno contro i predicatori di odio e gli apologeti della violenza, a difesa dei principi della Costituzione repubblicana e antifascista."

Insomma è guerra all'ultimo sangue, come se la storia non avesse insegnato nulla.

Sul caso si è anche espresso il deputato barese del Partito democratico, Alberto Losacco che, sempre su Facebook commenta: "Appare evidente che, col pretesto delle foibe, CasaPound stia provando ad allestire una campagna denigratoria nei confronti di un’associazione che, col suo impegno, ricorda a tutti che l’Italia che è una Repubblica democratica proprio perché fondata sul valore dell’antifascismo. Certe provocazioni non possono essere accettate. La tragedia delle Foibe merita il massimo rispetto e nessuno, a cominciare dalle organizzazioni neofasciste, possono pensare di strumentalizzarle in questo modo.". Il deputato ha poi espresso solidarietà e vicinanza all'Anpi "per il suo costante impegno contro la cultura della violenza e la promozione dei principi e dei valori della nostra Costituzione".