Barletta, caretta caretta trovata agonizzante in campagna

L'animale è stato affidato al centro di recupero delle tartarughe marine del Wwf di Molfetta. Dietro questo ritrovamento si teme il traffico illecito di carapaci e di carne di tartaruga

Quando è stata trovata, due giorni fa, era in ipotermia, ma ora sta bene e domenica prossima verrà liberata nelle acque di Barletta, nella provincia Bat (Barletta - Andria - Trani). Parliamo di una tartaruga caretta caretta trovata per puro caso in campagna da alcuni contadini che stavano svolgendo la loro attività. Era agonizzante su quel terreno fuori dal suo habitat naturale.

È stata subito soccorsa e portata nel "centro di recupero delle tartarughe marine del Wwf" di Molfetta, un Comune in provincia di Bari, dove è stata sottoposta ad un check up completo e tenuta al caldo per regolarizzare la sua temperatura corporea. "È stata sottoposta, nel dipartimento di medicina veterinaria dell'università di Bari con cui abbiamo un protocollo d'intesa, ad un'ecografia ed una radiografia. È stata, inoltre, ripulita dai balani e ora sta bene" ha dichiarato a ilGiornale.it Pasquale Salvemini, responsabile del centro di recupero. Si tratta di un esemplare maschio con un'età compresa tra i venticinque e i ventisette anni e un carapace lungo settantacinque centimetri. È scampato alla morte per puro caso e tra pochi giorni potrà tornare in libertà.

"I contadini l'hanno trovata di pomeriggio - ha continuato Salvemini - solitamente lavorano solo la mattina in campagna, ma la tartaruga non c'era. Poi quel giorno sono tornati a lavorare anche dopo pranzo e hanno trovato l'animale".

In realtà intorno al ritrovamento dell'esemplare di caretta caretta c'è un giallo. "Era a quattro chilometri di distanza dal mare, non può esserci arrivata da sola con le pinne" ha specificato Salvemini. Sull'episodio sta infatti portando avanti le indagini la capitaneria di porto di Barletta con la relativa procura della Repubblica, come detto dal responsabile del centro di recupero. Saranno messe al vaglio degli investigatori anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza per far luce sull'accaduto. "Tra le ipotesi c'è quella che la tartaruga possa essere stata pescata di notte e data a terzi per un presunto traffico illecito di carapaci utilizzati come soprammobili o carne per uso alimentare" continua, ancora, Salvemini. Non si esclude tra le varie piste che ignoti, possano aver scelto la campagna in un orario in cui non ci sono i contadini perché lì sarebbe stato più facile uccidere l'animale e disfarsi delle parti che non servono. All'inaspettato arrivo dei contadini, però, i responsabili del misfatto potrebbero essersi dati a gambe abbandonando la tartaruga sul terreno.

"Non sappiamo se è andata così - spiega Salvemini - ma questo ritrovamento è un segnale forte. Forse potrebbe ricollegarsi a un problema che ho sollevato lo scorso anno sul ritrovamento di alcune tartarughe senza testa". Pare, infatti, che la carne di tartaruga sia utilizzata per scopi alimentari. "I vecchi pescatori a bordo dei natanti le pescavano e le mangiavano. Fino a vent'anni fa circa la tartaruga la si poteva trovare sui banconi delle pescherie, prima che iniziasse a diventare un animale protetto. Otto anni fa con i carabinieri sequestrammo a Bisceglie una tartaruga marina all'interno di un appartamento che sarebbe stata uccisa per scopi alimentari, poi il pescatore è stato denunciato, c'è stato un processo ed è stato condannato.".

Insomma, il ritrovamento a Barletta della caretta caretta apre nuovi scenari possibili di traffici illeciti ancora ignoti. Intanto si portano avanti le indagini e l'esemplare salvato tornerà a nuotare nel suo habitat.

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