Bastonate al presunto molestatore della figlia: patteggiati 12 mesi

Il collaboratore scolastico riportò ferite gravi in varie parti del corpo che richiesero in ospedale l'applicazione di 180 punti di sutura

Bastonate al presunto molestatore della figlia: patteggiati 12 mesi

Dodici mesi. Questa la pena concordata dall'uomo che, in preda alla rabbia, prese a bastonate un bidello 58enne di Squinzano (Comune in provincia di Lecce) ritenuto responsabile di aver molestato sua figlia di 17 anni nell'ascensore della scuola. La sentenza di patteggiamento è stata emessa dal giudice Edoardo D'Ambrosio che, accogliendo la richiesta avanzata da Fiorindina De Carlo, legale difensore dell''imputato, ha altresì riconosciuto il beneficio della sospensione della pena. In merito al collaboratore scolastico, si è tenuta lo scorso 29 maggio l'udienza preliminare per discutere la proposta di rinvio a giudizio per violenza sessuale tentata e consumata. Reati questi mossi dal pubblico ministero Stefania Mininni. La difesa tuttavia, rappresentata dall'avvocato Paolo Spalluto, ha sollevato questioni procedurali e pertanto il fascicolo è tornato al pm che dovrà ricominciare, notificando l'atto di chiusura delle indagini preliminari. I fatti risalgono al 13 gennaio dello scorso anno.

Dalle carte è emerso che, dopo una settimana dal rientro delle festività natalizie, un uomo avrebbe raggiunto il seminterrato del liceo scientifico del Nord Salento adibito a deposito di vecchi banchi e lavagne rotte. Qui avrebbe cercato di baciare e di toccare la 17enne, senza però riuscire ad andare oltre. La studentessa, infatti, si difese con forza accovacciandosi sulle gambe e provando ad urlare. Il molestatore, tuttavia, sembrò non darsi per vinto e una volta salito al primo piano, assalì nuovamente la ragazza con palpeggiamenti e frasi lascive. La vittima raccontò quanto accaduto ai genitori. Qualche mese dopo dall'increscioso episodio, il padre volle vendicarsi. Bloccò così per strada il 58enne mentre era in bicicletta e lo prese ferocemente a bastonate, colpendolo ripetutamente con una mazza. Il collaboratore scolastico riportò ferite gravi in varie parti del corpo, soprattutto agli avambracci, che richiesero l'applicazione in ospedale di 180 punti di sutura.

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