BESTIE ISLAMICHE

Il massacro in Bangladesh: nel ristorante di Dacca nove italiani sono stati sgozzati perché non sapevano il Corano

BESTIE ISLAMICHE

Sgozzati perché non sapevano recitare i versetti del Corano, sgozzati perché erano cristiani, sgozzati perché italiani. Le bestie islamiche continuano nella loro opera di macelleria. Questa volta a Dacca, capitale del Bangladesh, una terra che sembra lontana ma che nel mondo globalizzato è dietro l'angolo, soprattutto per i nostri imprenditori impegnati in giro per il mondo a vendere l'italianità e a tenere in piedi aziende e Paese.

Hanno massacrato nove nostre eccellenze, colpendole una ad una dentro un ristorante preso d'assalto e conquistato con una facilità sconcertante da un commando dell'Isis. La metà erano donne, nostre donne: Adele, 50 anni; Claudia Maria, 56; Nadia, 50; Maria, 33; Simona, 33 incinta del primo figlio. Non so voi, io sono della vecchia scuola, quella per cui uomini e donne non sono uguali, neppure nella morte. Guai a quegli uomini che permettono il martirio delle proprie madri, mogli, figlie come se fosse solo conseguenza del caso.

Se rinunciamo a questa superiorità culturale, se non reagiamo con la rabbia e la fermezza necessarie, vuole dire che siamo già morti anche noi. Dobbiamo urlare forte e chiaro che noi uomini occidentali non sappiamo il Corano e non abbiamo nessuna intenzione di imparare quei versetti di odio e di morte frutto di una mente malata. Che vengano a prendere noi. Non abbiamo paura.

Oggi non può essere solo un giorno di dolore e lutto. Oggi dobbiamo essere offesi nel profondo dell'animo, oggi dobbiamo chiedere agli islamici che abbiamo accolto e ospitato di dire con chiarezza e con i fatti da che parte stanno, dobbiamo pretendere che scendano in guerra loro contro gli assassini che loro stessi hanno generato, allevato e spesso protetto fosse solo con l'omertà. E se così non fosse che tornino a casa loro, subito. Perché non possiamo più convivere con nessuno che abbia a che fare anche solo lontanamente con gente che sgozza le nostre donne.

Oggi devono tacere quelle voci dissennate che hanno teorizzato una eguaglianza che non esiste, un solidarismo senza contropartita, una accoglienza senza regole. Oggi si devono interrogare, e fare pubblica autocritica, gli intellettuali e i politici stupiti da Brexit, cioè da un popolo che non si sente più rappresentato e protetto da questa Europa che, come se non bastasse, punisce la Russia di Putin e continua a fare affari con Paesi che finanziano il terrorismo islamico. Oggi è il giorno di impegnarsi a vendicare, con gli strumenti di cui è capace la nostra superiore civiltà, le cinque donne di Dacca e i loro sfortunati compagni.