Bimbi "dipinti" per il gay pride: bufera sul centro estivo

L'ira delle mamme sul centro estivo di Casalecchio: "Non siamo stati informati". E Bignami (Fi) interroga il ministro

Bimbi "dipinti" per il gay pride: bufera sul centro estivo

Scoppia la polemica a Casalecchio di Reno, cittadina alle porte di Bologna. Dove, secondo quanto scrive oggi il Quotidiano Nazionale, il giorno prima del gay pride in un centro estivo per bambini sarebbero stati realizzati "laboratori di pittura e scrittura, letture orientate al mondo omosessuale".

Il centro estivo in questione, gestito dalla Coop Dolce, è aperto ai bimbi fino a 5 anni. Quando le mamme sono andate a riprendere i bambini, si sarebbero trovate di fronte ad alcuni cartelloni - le cui fotografie sono state pubblicate da Qn - in cui si vedevano le fotografie dei piccoli colorati di arcobaleno. "Oggi - si legge in uno dei cartelloni - ci siamo dipinti la faccia per festeggiare insieme il Gay Pride". E ancora dall'altro cartellone si evince che "in cortile abbiamo letto 'Buongiorno postino' e 'Piccolo uovo' (due favole considerate pro-gender, ndr) perché esitono tanti tipi di famiglie".

Il caso sembra simile all'evento a Milano raccontato dal Giornale, dove i bimbi sono andati a lezione da una drag queen. Ma mentre in quel caso i bambini erano stati portati lì appositamente, in questo caso - denunciano alcune mamme - sarebbe stato fatto "senza chiedere un parere ai genitori sia inopportuno". "Mia figlia ha due anni e francamente credo e spero che non abbia riportato alcun trauma - attacca una madre, sentita da Qn - Quando sono arrivata aveva la maglietta tutta colorata, disegni in fronte e sulle guance.... Dico solo che per fortuna non è nell' età di capire...". Alcuni, dice un'altro genitore, "non sono affatto contrari" e "quindi non si sono scandalizzati". Ma, fa notare, "buona parte di noi però pensa che trattare temi così sensibili senza chiedere un parere ai genitori sia inopportuno. Sono contenta della qualità del lavoro delle educatrici della Dolce - prosegue -, ma questa mi pare proprio una scelta sbagliata. E se la scuola aveva questa idea doveva comunicarcela, condividerla nel patto educativo e poi ciascuna famiglia faceva la sua scelta di conseguenza".

Sul caso è subito intervenuto il deputato bolognese di Forza Italia, Galeazzo Bignami: "Il buon senso qui manca del tutto. Con un numero infinito di favole istruttive e attività che possono essere proposte ai bambini, la cooperativa non ha trovato di meglio da fare che dedicare un laboratorio al gay pride? Una scelta grave e inopportuna che non ammette giustificazioni, soprattutto perché è noto che tali temi suscitano sempre polemiche visto che non trovano mai condivisione unanime. La scelta dunque non solo appare frutto di leggerezza ma probabilmente è anche strumentale e provocatoria. La cooperativa chiarisca subito e chi di competenza assuma i dovuti provvedimenti". Bignami promette una interrogazione parlamentare affinché spieghi che per determinate attività gli educatori devono sentire prima il parere dei genitori: "Il Ministero - dice - chiarisca fin da subito e con urgenza, con atto ufficiale, che tali previsioni si estendono per analogia anche alle attività parascolastiche e che dunque i genitori, anche per tali attività, svolte dai loro figli durante il periodo estivo o a integrazione delle attività scolastiche, vanno correttamente, puntualmente e adeguatamente informati sui contenuti delle attività stesse".

Dal canto suo, il direttore della coop dice che "ai nostri operatori dico sempre che sui temi etici dobbiamo tenere una distante attenzione" e quindi promette

indagini. "Anche se - ha detto Pietro Segata - non credo che in questa festa si sia fatta pedagogia, c' era magari l'idea di collegarsi a un evento di cronaca, col senso di attesa della parata che si era creato a Bologna".

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica