Blitz nel palazzo occupato, ora l'elemosiniere del Papa rischia il processo

L'elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski, rischia di essere iscritto nel registro degli indagati dopo i fatti dell'11 maggio nel palazzo occupato dal collettivo Spin Time Labs

Blitz nel palazzo occupato, ora l'elemosiniere del Papa rischia il processo

Il “cardinale elettricista” ora potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma. La denuncia contro ignoti per furto aggravato di energia elettrica presentata da Acea dopo il “miracolo” nel palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme, dove lo scorso 11 maggio l’elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski, restituì l’elettricità a 450 inquilini abusivi, è arrivata sul tavolo dei Pm. Si indagherebbe, secondo quanto si apprende dal Messaggero, anche per danneggiamento. Nell’esposto presentato dalla società nella stazione dei Carabinieri di Settecamini, inoltre, sono stati evidenziati i rischi connessi alla manomissione della cabina di media tensione dell’edificio. Un particolare che lascia presupporre che non sia stato personalmente il cardinale ad effettuare le manovre sul quadro elettrico, nonostante abbia rivendicato a più riprese la paternità del gesto, ma una mano più esperta.

“Il mio gesto si difende da solo”, aveva detto “padre Konrad” ai microfoni di Radio 24, continuando ad addossare su di sé tutta la responsabilità. “Il mio prossimo è quello in difficoltà questo è il Vangelo”, aveva chiarito, tagliando corto sulle polemiche: “Se qualcuno ha bisogno di aiuto mi comporto come ogni medico che giura di salvare una persona”. Così, secondo la ricostruzione dello stesso quotidiano, dopo il botta e risposta a distanza delle scorse settimane il porporato si sarebbe anche recato di persona negli uffici di Matteo Salvini per tendere la mano al ministro e spiegargli le sue ragioni.

Una visita non programmata e senza preavviso, nello stile di Papa Francesco, tanto che il ministro non c’era neppure e Krajewski ha dovuto accontentarsi di essere ricevuto dal capo di gabinetto di Salvini, Matteo Piantedosi. Accompagnato da Daniela Pompei della Comunità di Sant’Egidio, ha raccontato al funzionario degli occupanti del collettivo Spin Time Labs, ma non solo. Il vero obiettivo della visita, secondo Il Messaggero, sarebbe stato quello di organizzare un nuovo corridoio umanitario, questa volta da Lesbo, per accogliere in Italia circa 200 rifugiati accampati a Moria. Sembra che dal Viminale, però, non ci sia stata ancora nessuna apertura in questo senso.

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